Il blog è attivato per i componenti la Sezione Studenti e Cultori della Materia per un immediato contatto delle iniziative in corso e per resoconti delle stesse, al fine di avere materiali di base per ulteriori iniziative e ricerche. Contatti e informazioni: direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
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giovedì 14 maggio 2020
mercoledì 6 maggio 2020
Il "limes= tedesco in Italia
Uno degli aspetti da prendere in esame in tema di unità
nazionale è l'influenza che la Germania esercita sul nostro paese. Influenza
che è il retaggio dei una situazione generata all'indomani del Congresso di
Vienna. In pratica l'Austria dominava tutto il settentrione direttamente ed
indirettamente, mentre la sua influenza si estendeva anche a Napoli. Come noto
per Vienna l'Italia era una semplice espressione geografica.
Nelle sue aree di influenza, dopo il risorgimento, dopo la
prima guerra mondiale in cui i confini geografici sono stati portati al
Brennero, dopo le vicende del 1943-1945, in cui due regioni sono state annesse
al Reich il Friuli Venezia Giulia e l'Alto Adige, dopo l'unificazione della
Germania, oggi si può ben tracciare un "limes" entro il quale vi è
l'influenza tedesca. Per il Turismo le quattro regioni di massimo afflusso sono
il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Lombardia, la Toscana. Le Marche seguono
con località referite dai tedeschi nella parte settentrionale della regione.
Per i trasporti, l'asse principale è la Bologna Brennero
La Carta indica in quale regioni vi è il numero di studenti
che imparano il tedesco a scuola. con dati estremamente significativi.
Infine da sottolinere
che il maggior cimitero militare tedesco è sul Passo della Futa, lungo il limes
sopra tracciato,
giovedì 30 aprile 2020
Circolo Filatelico e NUmismatico Spoleto "G Romoli"
Spoleto: Ricordare la Prima guerra mondiale
In occasione del 90° anniversario
dalla conclusione della Grande Guerra il 31 ottobre scorso [2008] si è
inaugurata a Spoleto una mostra molto particolare, a cura del Circolo Filatelico e Numismatico “G. Romoli”.
Nel coreografico chiostro di San Nicolò vengono esposte alcune collezioni
private di interessante valore storico. Oltre a francobolli e cartoline,
trovano spazio fotografie, oggettistica cartacea, mappe, immagini in bianco e
nero e a colori; insomma tutti elementi che raccontano la storia dei fatti
bellici, sia quelli più altisonanti da “Stato Maggiore”, sia quelli più intimi
e personali di vita vissuta. Un modo curioso e stimolante nel tentativo di narrare
le vicende del nostro Paese alle varie generazioni che, ormai per evidenti dati
anagrafici, non ricordano quasi più neanche la Seconda guerra mondiale.
L’inaugurazione della mostra è
stata l’occasione per una conferenza dal titolo “La I Guerra Mondiale, la memoria ed il ricordo”, organizzata dalla
sezione UNUCI di Spoleto e patrocinata dal Comune umbro. In questa occasione
gli interventi del presidente locale dell’Unione degli ufficiali in congedo, il
generale Franco Fuduli, e del sindaco, Massimo Brunini, hanno voluto rammentare
il valore del ricordo e la peculiarità del territorio di Spoleto ricco di
memoria storica passata e recente.
Le relazioni dei tre
conferenzieri sono state invece l’occasione per esaminare nel dettaglio alcuni
aspetti non sempre noti o presenti nei libri di divulgazione storica.
Ha aperto il discorso il generale
Massimo Coltrinari, esperto di logistica e di strategia, che ha inquadrato gli
anni della guerra nei contesti specifici dei vari fronti. Passando da un tipo
di guerra tradizionale, come quella in campo aperto, a quella di trinceramento
non sempre i comandi dei due schieramenti hanno saputo cogliere con arguzia le
peculiarità del contesto bellico. L’incapacità di saper cogliere le occasioni,
magari seguendo degli schemi troppo rigidi e tradizionali, hanno portato gli
eserciti in lotta a uno scontro di ardito logoramento, dove solo la conta dei
morti e dei superstiti poteva attribuire la Vittoria a chi avesse più carne da
mandare al macello.
Questa chiave interpretativa, che
nulla toglie ovviamente al valore patriottico e al merito dei combattenti nel
riscatto nazionale e al pieno compimento del Risorgimento italiano, vuole allo
stesso tempo mostrare come la Grande Guerra è stata l’occasione mancata per risolvere
una volta per tutte le discordie internazionali e portare almeno a una pace in
parte condivisa. Proprio questa brutalizzazione del conflitto ha introdotto
l’intervento di Giovanni Cecini, giovane storico militare e politologo, che ha
trattato l’esperienza della trincea nel contesto internazionale. Da subito ha
voluto chiarire come l’atemporalità e l’assenza di distinzioni geografiche
abbiano caratterizzato i vari fronti. Le trincee sulla Somme, sull’Altipiano di
Asiago, sui Carpazi o in Prussia non avevano differenze. La nebbia, la pioggia,
il fango, il puzzo delle ferite e dei morti erano sempre uguali, asfissianti e
plumbei. Ecco perché la guerra ha modificato nella sostanza la generazione dei
Ragazzi del ’99 e del 1900, partiti per la guerra con la convinzione di
partecipare a una “festa”, alla rigenerazione della società, dopo decenni di
corruzione politica e culturale. L’asprezza della vita in comune agli altri
(nelle molte differenze linguistiche e culturali di stampo regionale) con
numerose privazioni e con il sempre presente contatto con la morte, modificherà
notevolmente i valori cavallereschi e patriottici di molti soldati, aprendo le
porte ai totalitarismi a partire dai primi anni Venti.
L’ultima relazione è stata quella
del tenente colonnello Osvaldo Biribicchi, ufficiale superiore d’artiglieria,
che ha illustrato in maniera tecnica e chiara gli schieramenti e la dinamica
dell’ultima battaglia, quella di Vittorio Veneto, che appunto nell’ottobre di
novanta anni fa ha dato la definitiva spallata al fronte meridionale dello
schieramento della Triplice Alleanza. In questo contesto fu fondamentale il
rinsaldamento nazionale a seguito del pesante arretramento dovuto dall’avanzata
austro-tedesca su Caporetto dell’anno precedente. Il nuovo comando di Armando
Diaz seppe recuperare una certa stabilità al fronte, concentrando le sue
energie in modo razionale e sapendo cogliere a pieno la crisi
politico-militare, che già serpeggiava a Vienna e a Berlino. Anche in questa
occasione il fattore “uomo” fu decisivo, nel desiderio soprattutto di dare la
parola “fine” ad un conflitto che da quattro anni imponeva alla Nazione
sacrifici non solo di natura economica, sociale ma soprattutto umana. La
liberazione di Udine, Trento e Trieste hanno rappresentato l’esempio di come il
desiderio di unificazione nazionale fosse un elemento sentito dai combattenti,
anche se gli angusti pertugi delle trincee erano anni luce distanti dai comodi
salotti romani, dove si riunivano i politici e gli industriali per i loro non
sempre trasparenti affari.
L’affluenza di pubblico e la
presenza di alcuni giovani studenti e studentesse hanno premiato l’iniziativa
spoletina, che ancora una volta dà merito e plauso agli organizzatori di eventi
del genere. Non è mai superfluo ricordare il passato, troppo spesso giudicato
lontano e inutile, se è l’occasione di riflessione e lezione per il presente e
per il futuro. Non a caso ampio risalto è stato dato, da parte di Biribicchi,
alla recentissima morte dell’ultimo soldato combattente nel 1918, il
bersagliere Delfino Borroni, che all’età di 110 anni fino a pochi giorni prima
era ancora testimonianza vivente dei valorosi Ragazzi di Vittorio Veneto.
giovedì 23 aprile 2020
Date anniversarie
Aprile ricorda le date anniversarie care che non si dimenticano. Momenti di serenità, in un attimo fuggente che è sempre piacevole ricordare.
venerdì 17 aprile 2020
QUADERNI del Nastro Azzurro. N. 4 del 2019
La marcia di avvicinamento per ridurre il gap tra l'uscita della rivista e la data trimestrale si sta riducendo. Il n. 4 del 2019 è uscito praticamente in tempo a meta gennaio 2020.
venerdì 10 aprile 2020
giovedì 2 aprile 2020
Un Papa ancora tutto da scoprire
La data anniversaria della scomparsa di Giovanni Paolo II riporta l'attenzione alla sua opera ed alla sua azione. Un ricordo per un Papa che ha caratterizzato la nostra gioventu'
domenica 29 marzo 2020
giovedì 19 marzo 2020
sabato 14 marzo 2020
Il bel tempo ritornerà. Ce la faremo
Immagini di quanto ci si radunava tutti quanti per stare insieme, scambiarsi idee, vivere momenti particolar per poi trovarsi attorno ad una tavola, mentre Giandomenico scatta fotografie compromettenti ma tanto affascinanti.
martedì 10 marzo 2020
domenica 8 marzo 2020
Un caro augurio ad un amico lontano
Leale ed impareggiabile collega al Corso IASD, l'allora col. Song è rimasto nel cuore di tutti noi e di me in particolare. Gli scambi di idee, sono stati una fonte primaria per comprendere e capire il suo grande paese. Ora che la Cina è alle prese con una epidemia devastante, giungano a lui ed alla sua famiglia i pi sinceri auguri che tutto si risolva al pi preso
mercoledì 4 marzo 2020
Quaderni del NASTRO AZZURRO. n. 2 del 2019
Con questo numero inizia la attuazione del proposito di lasciare sempre pi spazio ai frequentatori del Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea presso UNICUSANO. e cercare di ridurre il delta di ritardo nella pubblicazione. Il Numero è uscito nel mese di ottobre 2019. Info:quaderni.rivista@istitutonastroazzurro.org

sabato 29 febbraio 2020
giovedì 20 febbraio 2020
lunedì 10 febbraio 2020
La nota redazionael del n. 1 del 2019
L’inizio di
ogni anno è sempre utile per tracciare un programma preventivo di quanto si
vuole fare in merito alle attività editoriali del CESVAM. Iniziamo con la
Rivista, questa rivista, QUADERNI del Nastro Azzurro che sta attraversando un
momento di crescita tanto interessante quanto difficile. Si è adottata per lei
una linea editoriale basata sui contributi dei frequentatori del Master di 1°
Liv. in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960. Il Master ha preso avvio in
questi mesi e promette bene, ma ancora i frequentatori sono nella impossibilità
di collaborare con la rivista. Si pensa che lo saranno al memento della
richiesta della Tesi, che presumibilmente avverrà dopo l’estate prossima in
quanto la sessione autunnale di discussione sarà a novembre. Per quella data
forse avremo i primi contributi. Quindi fino al n. 4 del 2019 è difficilmente
prevedibile contributi dei frequentatori. Quindi la line editoriale sarà quella
fin qui adottata, volta a focalizzare alcuni aspetti del Valore Militare come
fattore immateriale di ogni strategia. Nel frattempo è in pieno approntamento
il n. 3 del 2019 che sarà dedicato completamente alla presentazione delle
attività del CESVAM, che attualmente attivano quindici comparti.
Altra
indicazione che si vuole fare è la partecipazione del CESVAM a due principali
attività che la Presidenza del Nastro Azzurro ha in animo di attuare: La
Giornata del Decorato a Torino il prossimo 5 aprile e il 6° Incontro “Avversari
ieri, amici oggi” che si terrà in Italia nel mese di giugno. Il CESVAM vi
parteciperà, a concorso delle attività con un convegno, come prassi, per la
Giornata del decorato, che sarà la continuazione come tema scientifico di
quello della Giornata del Decorato 2018, ovvero sarà dedicato allo studio del
valore militare e la crisi armistiziale del settembre 1943. Per l’incontro con
gli amici della Croce Nera d’Austria è in programma una conferenza dedicata
all’opera di ricostruzione del Regio Esercito all’indomani della fine della
grande guerra per il ripristino degli argini dei fiumi e delle strade e dei
ponti, sia ordinari che ferroviari per riportare alla regolarità la viabilità
sconvolta dalle operazioni di guerra.
Sotto il
profilo della pubblicazione di volumi, in questa primavera dovrebbero vedere la
luce il volume dedicato al 1866, dal titolo “Quattro Battaglie per il Veneto”,
dedicato alla Storia del Risorgimento, il primo volume dedicato alle operazioni
sul litorale laziale, ovvero allo sbarco di Anzio, e ai volumi dedicati alle
leggi raziali del 1938, oltre al completamento del Dizionario minimo della
Grande Guerra.
Una
prospettiva, quella descritta, estremamente impegnativa, che vede il CESVAM
impegnato in tutte le sue risorse. E’ un aspetto, questo, di interpretazione
operativa dell’Istituto del Nastro Azzurro come ente morale, ovvero come quel
soggetto che si adopera per diffondere nella società i valori raccolti nello
Statuto. Rimane sullo sfondo l’altro aspetto, quello
associativo-combattentistico, che viene lasciato completamente in mano alle
attività delle altre componenti dell’Istituto, prime fra tutte le Federazioni
Regionali. (mc)
mercoledì 5 febbraio 2020
giovedì 30 gennaio 2020
sabato 25 gennaio 2020
lunedì 20 gennaio 2020
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