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martedì 24 giugno 2014

Filottrano: Rievocazione della battaglia di Filottrano Sabato 28 giugno ore 21.30

 
 
Sabato 28 giugno 2014 alle ore 21, 30
 Filottrano
 
Convegno di Studi 
La Battaglia di Filottrano
 Relazione di Massimo Coltrinari
 
  I
l Corpo di Liberazione Italiano e il 2 Corpo Pollacco
Gli aspetti e i lienamenti operativi
 
 La Relazione si inserisce nella giornata di rievocazione storica della battaglia dell'8-9 luglio con le testimonianze di coloro che ne furono protagonsiti indiretti
 
 
 
 LA RELAZIONE SARA' TRATTA DAL VOLUME APPENA EDITO DAL TITOLO
 
IL CORPO ITALIANO DI LIBERAZIONE
E
ANCONA
 
IL PASSAGGIO DEL FRONTE GIUGNO-LUGLIO 1944
 IL TEMPO DELLE OCHE VERDI E DEL LARDO ROSSO
di Massimo Coltrinari
ROMA, UNIVERSITA' LA SAPIENZA - SOCIETA' EDITRICE NUOVA CULTURA, 2014 PAG. 350, ILL. E CARTINE, EURO 25

giovedì 5 giugno 2014

Spoleto: Conferenza: Lo Sbarco di Anzio e le operazioni fino al maggio 1944. Oggi, alle 17.00 alla Sezioni UNUCI


 IL CICLO DI CONFERENZE DEDICATO ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE PROSEGUE CON QUESTA CONFERENZA CHE TRATTA DELLE OPERAZIONI SULL'AGRO PONTINO DAL GENNAIO AL MAGGIO 1944
PREMESSA PER LA SUCCESSIVA AVANZATA VERSO LA TOSCANA E LA LIBERAZIONE DI ROMA


LO SBARCO NEL LITORALE PONTINO FU VOLUTO FORTEMENTE DA CHURCHILL, CONVINTO CHE QUESTA MANOVRA AGGIRANTE AVREBBE FATTO CROLLARE IL FRONTE DI CASSINO
LA SORPRESA RIUSCI' PERFETTAMENTE MA GLI STATUNITENSI NON SFRUTTARONO IL SUCCESSO INIZIALE E FURONO COSTRETTI A RIMANERE SULLA TESTA DI PONTE FINO AL MAGGIO 1944

ALLA SEZIONE UNICI DI SPOLETO
CONFERENZA SU QUESTO TEMA
 ORE 17 IN SEDE
 A PREMESSA DELLA VISITA NELL'AREA DELLA BATTAGLIA DI DOMENICA 8 GIUGNO



venerdì 30 maggio 2014

Aprilia: al Carlo e Nello Rosselli

CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” NEL 70° esimo DELLA BATTAGLIA E DELLA LIBERAZIONE DI APRILIA

L’OMAGGIO DEGLI STUDENTI E DELL’ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE “AL MONUMENTO AI CADUTI DISPERSI :
LA RISPOSTA DELL’AMBASCIATA BRITANNICA E DI HARRY SHINDLER
 
GenMassimo Coltrinari Gen Luigi Marsibilio Elisa Bonacini Preside Giovanni Battista Galassi
Si tenuto mercoledì 28 maggio presso l’I.I.S. “Carlo e Nello Rosselli” ad Aprilia il 3° convegno annuale organizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace” nella ricorrenza del 70esimo anniversario della battaglia e della liberazione di Aprilia. Il convegno è stato preceduto da un momento commemorativo nel quale gli studenti e l’Associazione “Un ricordo per la pace” hanno deposto una corona ed un omaggio floreale al monumento in memoria di Eric Fletcher Waters e dei caduti dispersi del 1944, sito nel piazzale dell’Istituto Rosselli ed inaugurato lo scorso 18 febbraio 2014.
Grande soddisfazione negli organizzatori per l’adesione all’iniziativa dell’Ambasciata Britannica di Roma che, pur non potendo partecipare con una propria delegazione per pregressi impegni, ha risposto positivamente all’invito dell’Associazione “Un ricordo per la pace” e dell’Istituto Rosselli attraverso un comunicato rilasciato dall’Addetto Militare per la difesa della Gran Bretagna in Italia, Colonnello Duncan Venn che è stato letto durante il convegno da Elisa Bonacini, Presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”, ed a a cui è seguito un caloroso applauso dei ragazzi dell’Istituto.
Anche il veterano Harry Shindler nato nel 1921 a Londra, rappresentante in Italia della “Italy Star Association 1943-1945” che ha già partecipato a diverse iniziative tenutesi al Rosselli negli ultimi anni, ultima di queste l’inaugurazione al monumento a Eric Fletcher Waters ed ai Caduti senza sepoltura, ha voluto essere presente alla manifestazione, attraverso un suo messaggio letto da Elisa Bonacini. Nella sezione britannica dell’esposizione museale permanente “APRILIA IN GUERRA: LA BATTAGLIA DI APRILIA” sita nell’auditorium dell’Istituto sono stati collocati qualche tempo fa la sua foto ed i suoi gradi di soldato semplice nel Reggimento Royal Electrical and Mechanical Engineers.
Il convegno 2014 che si è sviluppato sul tema “LA BATTAGLIA DI APRILIA : LE ORIGINI DELLA GUERRA” è stato organizzato da Elisa Bonacini, Presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace” con l’approvazione del Dirigente del Rosselli Prof. Giovanni Battista Galassi ed ha coinvolto gli studenti delle quarte classi.
Toccante la testimonianza di Armando Fiorini, testimone dei tragici avvenimenti di guerra del 1944 che causarono la morte di alcuni famigliari, tra cui la sorella Giuseppina di soli 19 anni.
Presente alla manifestazione una delegazione di Campoleone, con alcuni testimoni oculari dei combattimenti nel territorio. Ha portato il suo saluto ai ragazzi anche Domenico Fusco classe 1920, ex internato militare in Germania dopo l’8 settembre 1943.
Nel convegno di quest’anno si è messo a fuoco il 1940, l’anno fatidico in cui Italia entrò in guerra. Illustri relatori il Generale Luigi Marsibilio ed il Generale Massimo Coltrinari.
il Generale Luigi Marsibilio Vice-Presidente della “Sezione Studenti e Cultori della materia” ha illustrato il “quadro di battaglia dell’Esercito Italiano nel 1940”, l’insieme della situazione del Regio esercito all’entrata in guerra dell’Italia, sottolineando le carenze e le difficoltà che presentavano in quel periodo le nostre forze armate. Basti pensare all’inadeguatezza dell’abbigliamento militare del povero soldato nei vari fronti ed agli armamenti utilizzati che in gran parte risalivano alla prima guerra mondiale 1915-1918.
Il Generale Massimo Coltrinari, Docente di Dottrine Strategiche e Storia Militare all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze  ha analizzato le motivazioni che portarono l’Italia ad entrare in guerra il 10 giugno 1940. e la criticità della strategia utilizzata, citando la regola in Strategia di Maxwell- Taylor “mezzi per piani per obiettivo”, secondo la quale tutti i dati di questa equazione devono essere positivi, altrimenti la strategia è sicuramente fallimentare. Il Generale Coltrinari ha evidenziato come l’Italia non avesse in quel periodo piani, obiettivi e mezzi. Sulla base di questi elementi la guerra si risolse in 39 mesi di sconfitte e di gravissime perdite umane.
Nel corso dell’evento è stato proiettato il video “1944 Aprilia in guerra : Un ricordo per la pace”, realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace”. Il convegno è stata occasione di visita all’’esposizione “APRILIA IN GUERRA: LA BATTAGLIA DI APRILIA” che accoglie la collezione di reperti appartenuta a Ostilio Bonacini denominata “Un ricordo per la pace” e curata dalla omonima Associazione.

martedì 13 maggio 2014

Open Hause: una esperianza interessante

Gentili colleghi Volontari per il Patrimonio Culturale, 
conclusa l'esperienza "Open House Roma" vogliamo innanzitutto ringraziarvi della vostra disponibilità e di aver scelto di condividere con noi queste due giornate a dir poco entusiasmanti.
Certo non è stata una passeggiata ma in un'organizzazione così complessa come quella di Open House, con oltre 200 siti aperti, la perfezione è difficile da raggiungere.
Non sono mancati i sorrisi dei tanti visitatori, e sono quelli che ripagano di ogni sforzo compiuto.
Il grande lavoro di squadra, l'impegno e la passione, che da sempre distinguono i Volontari del Touring Club Italiano, hanno contribuito in modo rilevante alla buona riuscita dell'evento.
E' nostra intenzione lasciare un ricordo dell'esperienza appena conclusa, vi chiediamo quindi, di condividere con noi foto ed impressioni delle due giornate appena trascorse.
Per quanto riguarda i moduli compilati sulle presenze OHR potete consegnarle presso la nostra sede a Villa Torlonia oppure inviarli tramite mail ad apertipervoiroma@gmail.com
Un caro saluto

-- 
Isabella Vecchiarelli
Comunicazione Progetti Speciali
Volontari per la Cultura 
Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\ferraras.TOURINGCLUB\AppData\Roaming\Microsoft\Signatures\LogoTcihr.gifVia Lazzaro Spallanzani, 1 - 00161 Roma (Parco Villa Torlonia) 
Viale Giulio Cesare, 96/100 - 00192 Roma
cel. 392 4184172
tel. 06 45548000
fax 06 45548001

domenica 4 maggio 2014

Modulo: Dottrine Strategiche e Storia Militare

Il 17 ed il 29 Aprile, a cura dei generali Coltrinari e Panato si sono tenute le due lezioni programmate relativa al Master di II Livello. Sintesi e note su queste lezioni possono essere richieste tramite i noti canali. 
Le prossime due ore del modulo prevedono interventi sulla Sicurezza e la politica militare del paese, martedi 6 e giovedi 8 maggio p.v.

domenica 13 aprile 2014

Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014

Associazione Seniores dello IASD

Sabato 12 aprile 2014 dalle 9,30 alle 13 si è svolta la camminata al Gianicolo, come annunciato. Il Gruppo guidato da Luigi Marsibilio e con le spiegazioni di Massimo Coltrinari era composto da oltre 25 persone


Il percorso seguito è quello annunciato, e si è concluso in Via Garibaldi
E' stato fatto notare che alcuni luoghi visitati potrebbero essere rivisitati con più tempo ed approfondimento.
 E' il caso  della Chiesa e del Convento di Sant'Onofrio.
Con il Sagrato ed il chiostro è stata una sopresa per tutti i partecipanti, che in gran parte non conoscevano l'interno e le opere d'arte che racchiude.
LA Chiesa ed il Convento di Sant'Onofrio è tenuta dai Frati Francescani dell'Atonement
Ha al suo interno il Museo Tassiano, per vistare il quale occorre rivolgersi ai Cavalieri del Santo Sepolcro. 06 6877347, Martedì e Venerdì Pomeriggio.
 La prossima vista con il percorso inverso è prevista per l'11 di maggio p.v.
(www.senioresiasd.blogspot.com; info: senioresiasd@libero.it)


giovedì 10 aprile 2014

Tarquinia: Europa arte e cultura. Un Europa al Bivio che sarà tale solo se riconoscerà le sue comuni radici culturali

Introdotto da Alessandra Sileoni, presidente della Società Tarquiniense di Arte e Storia, si è tenuto mercoledì 9 aprile 2014 a Palazzo dei Priori a Tarquinia, l'incontro dal tema "Europa:Arte e Cultura"
Dopo i saluti portati da un rappresentante del Sindaco di Tarquinia ha preso la parola per la sua Lectio Magistralis, che è stata veramente tale, Franco Ferrarotti. Con una esposizione brillante e viva, Ferrarotti ha sottolineato che l'Europa è ad  un bivio, o divine una integrata comunità a tutti gli effetti, oppure sarà un ibrido insignificante. Ha sottolineato che l'Euro è una moneta orfana senza un potere politico unico centrale. Ha ribadito, è questo è estremamente necessario sottolinearlo, che una uscita dell'Italia dall'Euro, oltre a far perdere immediatamente il 40% del potere d'acquisto agli Italiani, si innaugurata non decenni ma secoli di miseria, come accadde nel 476 alla caduta dell'Impero romano, che vide l'Italia prostrata ed imbarbarita. Vedendo nelle società multinazionali il vero dramma dell'epoca attuale che stanno strangolando lo Stato westfaliano, Ferrarotti ha concluso che solo attraverso la cultura e le comuni radici si potrà costruire una Europa Unita, che non sarà mai quella dei bilanci e dei finanziari.
ENNIO CALABRIA , GARRULA MORTE, 2002, OLIO SU TELA, 135X200


Il pomeriggio è continuato con un brillante intervento del Direttore della Rivista Albatros, Agostino Bagnato, a cui è seguita una lettura da brani di Publio Ovidio Nasone concernenti l'Europa da parte di Armida Corridori 


Il pomeriggio si è concluso con l'inaugurazione della mostra, che resterà aperta fino al 30 aprile 2014

venerdì 4 aprile 2014

Tarquinia: Arte e Cultura Lectio Magistralis di Franco Ferrarotti. Un incontro da non perdere



 A TUTTI GLI AMICI 
SEGNALO QUESTO IMPORTANTE INCONTRO ORGANIZZATO DALLA SOCIETA' TARQUINIENSE DI ARTE E STORIA
 CON UN PROGRAMMA A TUTTO TONDO

Sapienza: L'Alternativa latino-americana. Cuba, Venezuela e il socialismo nell'Emisfero Occidentale


Ha avuto un notevole successo il Convegno, organizzato dal ISaG e dalla Cattedra di Geografia Politica ed Economica, tenutosi nella sala lauree dell'Ex Facoltà di Scienze Politiche, alla Sapienza, in cui sono intervenuti l'Ambasciatore del Venezuela a Roma, il Consigliere per gli Affari Economici dell'Ambasciata di Cuba, Padre Massimo Nevola, S.J. Direttore della Lega Missionaria Studenti. Il tema del convegno, l'alternativa latino americana e il socialismo nell'Emisfero Occidentale, è stato ampiamente dibattuto.
 Sono intervenuti per ampliare la discussione esponenti della Cattedra e dell'Isag, e numerosi studenti presenti del folto pubblico.
Un ampio resoconto sarà dato a breve dall'ISaG.


Qui si può dire che l'intervento del sottoscritto è stato incentrato sulla domanda: Cuba e Venezuela hanno bisogno delle Forze Armate? Se no, in probema non sussiste, se si, in che misura e grado.
 Alcune considerazioni su dato reali delle forze armate dei due paesi e considerazioni politico-militari sul rapporto industria difesa-paese hanno costituito in sintesi il completamento dell'intervento
per ulteriori approfondimenti: www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com


Per chi volesse conoscere meglio Cuba e la realtà cubana la Lega Missionari Studenti organizza un stage di lavoro nell'isola caraibica  ad ogosto
 per informazioni www.legamissionaria studenti.it e mail gentes.lms@gesuiti.it

venerdì 28 marzo 2014

Sezione UNUCI. Spoleto. Conferenza su Monte Marrone, la prima affermazione italiana nella guerra di liberazione

Come annunciato, martedì 18 marzo 2014, si è tenuta una conferenza alla Sezione UNICI di Spoleto dedicata alla occupazione di Monte Marrone, nelle Mainarde, ad opera del Battaglione Piemonte, inquadrato nel I Raggruppamento Motorizzato al comando del gen. Utili.
Introdotto dal Presidente, Gen. Antonio Cuozzo, Massimo Coltrinari ha tratteggiato ed illustrato i tratti salienti di questo importante evento, sottolinenando che servì a dare credibilità agli Italiani, dopo le vicende di Montelungo.
Un interessante dibattito è seguito alla presentazione.

Riportiamo un brano tratto dal volume in preparazione
"Il Corpo Italiano alla liberazione di Ancona"
giugno-luglio 1944
dedicato a Monte Marrone


Monte Marrone. (31 marzo 1944)


Un aspetto che fu favorevole al mantenimento del I° Raggruppamento Motorizzato come unità combattente fu il fatto, noto, che gli Statunitensi non avevano dimestichezza ed esperienza nella guerra in montagna. Il più moderno e meccanizzato esercito del mondo si trovava in difficoltà sul terreno appenninico dell’Italia meridionale, soprattutto in termini di alimentazione logistica: i soldati statunitensi dovettero imparare a “condurre” i muli e tutto quello che significava in termini di salmerie ed altro. Il cap. Silvestrini istituì corsi di alpinismo, scii e sopravvivenza in montagna per le truppe statunitensi, che furono molto apprezzati; quello che definitivamente fece propendere la bilancia verso il mantenimento di forze italiane di combattimento fu l’impresa del battaglione “Alpini” Piemonte. In realtà non fu una azione di guerra, ma una difficile occupazione, di sorpresa, del massiccio di Monte Marrone, 1770 metri di altezza, sperone avanzato del Parco d’Abruzzo, dall’alto del quale di dominava una vastissima area.
 Arrivati in zona il 22 marzo 1944, riconosciuta la posizione, fu elaborato il piano per la conquista della vetta di Monte Marrone, che i tedeschi non presidiavano d’inverno in quanto coperta di neve. Le informazioni davano questa situazione, ma vi era la possibilità che elementi tedeschi fossero presenti, quindi non era escluso un combattimento ravvicinato. Ma tutta la preparazione per l’impresa di Monte Marrone fu accurata. Il colonnello Ettore Fucci, vice comandate del I Raggruppamento Motorizzato e comandante della fanteria, fu l’acculato estensore dell’ordine di operazione per l’occupazione di Monte Marrone, che diresse dal suo Posto Comando in Val Petrara.

 Il capitano degli alpini in sevizio di Stato Maggiore, Augusto de Cobelli andò di persona a riconoscere le posizioni di Monte Marrone, mentre a Montelungo nessuno aveva avuto la possibilità di provvedere alle necessarie ricognizioni, di modo che gli itinerari seguiti dal battaglione “Piemonte” erano ben conosciuti.

Se l’occupazione fu una impresa degna di nota, il valore di Monte Marrone dal punto di vista militare fu dato dalla sua difesa. La relazione del comandante il battaglione, magg. Briatore, è una sintesi estrema, ma efficace, della difesa di questa posizione.

Alle 3,25 del 1 aprile 1944 le vedette avanzate della 1a compagnia alpini, schierate tra la q. 1770 di Monte Marrone e la selletta a nord della quota, udivano rumori sospetti provenienti dal bosco antisante. La visibilità era nulla a causa dell’oscurità notturna e della fitta nebbia. Poco dopo, lo scoppio di una mina confermava il sospetto  che si trattasse di un attacco nemico. Dato l’allarme, le truppe si schieravano prontamente nelle loro posizioni. Alle 4,30 cadevano sulle nostre posizioni numerosi copi di mortaio e di artiglieria e di bombe lanciate con fucili lancia bombe e subito dopo avveniva l’assalto nemico, accompagnato da fuoco d armi nemiche. I tedeschi si lanciarono contro le nostre posizioni al grido di assalto e nonostante la grande reazione di fuoco delle nostre armi, un aliquota di essi riusciva a superare la cintura del reticolato ed infiltrarsi  nella nostra organizzazione difensiva ove si accendeva una  mischia violenta a colpi di bombe a mano con tiri di moschetti automatici. Il pronto intervento dei pochi elementi di manovra ed in special modo degli esploratori e di una squadra di fucilieri della 3a compagnia, riusciva a respingere gli attaccanti che, approfittando  della oscurità e del fitto bosco, ripiegarono precipitosamente  sulle posizioni di partenza. Il combattimento  durato circa due ore. Le forze attaccanti sono da valutarsi, anche per le dichiarazioni di un tedesco prigioniero, superiori al centinaio. I tedeschi che hanno partecipato all’azione appartengono a reparti Alpinjager ed indossavano tute bianche. Perdite nostre: 1 sottufficiale morto, 5 alpini feriti da schegge di mortai e da bombe a mano. Perdite nemiche 2 soldati morti accertati, 1 soldato prigioniero .Presumibilmente le perdite del nemico sono state molto gravi essendo state notate nella neve numerose macchie di sangue e tracce di corpi trascinati. E’ stato rastrellato il seguente materiale: n. 2 mitragliatrici, 3 pistole mitra (parabellum), 4 fucili Mauser con lanciabombe, 1 pistola lanciarazzi, canne di ricambio per mitragliatrici, 5 cassette porta munizioni, 1 barella porta feriti, 30 caricatori mitra, 20 bombe per Mauser lanciabombe, 9 bombe a mano. Il comportamento degli alpini è stato, ancora in questa occasione, degno della massima ammirazione. Mi riservo di trasmettere alcune proposte di ricompensa al Valor Militare. Sono da segnalare: a) il ritardo nell’intervento dell’artiglieria nel tiro di sbarramento; b) numerosi colpi dell’artiglieria caduti sulle nostre posizioni; c) l’imperfetto funzionamento dei collegamenti telefonici per guasti alle linee causati da tiri di artiglieria (il telefono della 1a compagnia ha quasi subito cessato di funzionare per la linea colpita da un colpo di mortaio avversario) e per l’ingombro delle linee determinato dalle continue premature richieste di notizie da parte dei Comandi superiori. Firmato. Il magg. Comandante del battaglione A. Briatore”[1]
 
La occupazione e la mantenuta posizione di Monte Marrone, nonostante il ritorno offensivo dei tedeschi ebbe una vasta eco positiva in tutti i Comandi alleati e servì a dare maggiore prestigio alle armi italiane: gli italiani sapevano fare la guerra, almeno in montagna. Montelungo ed il suo strascico negativo era ormai superato e le prospettive apparivano più rosee.
Nell’aprile-maggio 1944 le operazioni si svolsero nell’area delle Mainarde
Il Comando del X Corpo d’Armata Britannico espresse l’intendimento di affidare al Corpo Italiano di Liberazione operazioni offensive nella zona di Monte Mare e Monte Cavallo. Scartata l’idea di attaccare con una azione frontale Monte Cavallo, che cala a picco su Valle Venafrana, Utili progettò un piano che aveva come idea-base l’aggiramento da nord dello stesso Monte Cavallo. All’operazione fu dato il nome di Monte Cavallo. Ebbe inizio la mattina del 27 maggio e cominciò con una avanzata generale su tutta la fronte. Tranne che nel settore del 68° reggimento fanteria, l’avanzata non trovò ostacoli e tutti gli obiettivi assegnati raggiunti, tanto che Utili dette subito l’ordine di eseguire una azione concentrica da nord e da sud in direzione dell’unico varco, quota 1961, di monte Cavallo, il quale venne subito conquistato, mentre reparti del battaglione Piemonte ne estendevano l’occupazione. Le due giornate di combattimento furono dense di fatti d’arme anche violenti e cruenti e richiesero un grande sforzo fisico che tutte le unità affrontarono e superarono in modo brillante. Il Corpo Italiano di Liberazione ormai era una unità su cui ci si poteva fare affidamento. Il Comando Alleato decise di spostarlo al settore Adriatico, a complemento del Corpo Polacco. I risultati erano evidenti.




[1] Campanella E., Monte Marrone: Cerniera tra il Primo Raggruppamento Motorizzato ed il Corpo di Liberazione , cit., pag. 57-58

giovedì 27 marzo 2014

Aspettiamo fiduciosi di pubblicare la verità

Sono stati pubblicati su questo blog articoli di stampa in merito alla cerimonia di aprila del 18 febbraio ultimo scorso. Abbiamo commentato in piena buona fede quanto abbiamo raccolto come semplici cronisti ed amanti della verità Questo sembra non essere in linea con la realtà dei fatti. Se abbiamo fatto qualche cosa di non correto, chiediamo scusa. Ma ribadiamo che siamo estranei ad ogni  versione di parte. 
 Aspettiamo fiduciosi di pubblicare la ricostruzione completa essendo amici di tutti e sopratutto non vogliamo screditare o levare merito a nessuno. 
Quello che ci interessa è che un figlio ha potuto trovare la tomba del Padre, disperso in guerra. 
Il resto non può avere importanza.
Questo blog è a disposizione di chiunque voglia pubblicare quello che ritiene utile. 

giovedì 13 marzo 2014

Il Mondo Militare e la Donna. La donna nel secolo "lungo", l'800



Introdotta da Adele Pizzullo, si è tenuta ieri 12 marzo al Centro Alti Studi per la Difesa, nel quadro del progetto "Biblioteca" la prima conversazione dedicata al tema "Il Mondo Militare e la Donna". Dopo un accenno al mondo napoleonico e le sue caratteristiche, in particolare al sistema di cooptazione, la conversazione si è incentrata sul ruolo della donna nel Risorgimento d'Italia e la sua partecipazione come combattente, sia nel periodo in cui imperava la Santa Alleanza sia nel momento in cui si svilupparono le guerre per l'indipendenza.




 Sono state poi focalizzate e presentate alcune figure rappresentative alcune note e notissime, come Annita Garibaldi, Cristina Trivulzi Belgiojoso, Colomba Antonietti, ed altre meno note, come Rosalia Montmeson, Amalia  Antonietta de Pace.
Un vivace dibattito, alimentato da numerosi interventi, ha concluso questa conversazione.


Un approfondimento degli aspetti trattati può essere trovato in
 www.57sessione.blogspot.com