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mercoledì 14 ottobre 2020

Progetto IL Dizionario minimo della Guerra di Liberazione.

 

La prima fase: sconfiggere l’oblio

 

Si è scritto che non che la Resistenza dei Militari all’estero non è stata studiata; tra i vari comparti, quello dell’Albania, il meno di tutti. Le ragioni di questa situazione si possono riscontrare, in primo approccio, alla volontà dei protagonisti della resistenza all’Estero, una volta rientrati in patria, al pari degli Internati Militari e ai Reduci in genere, di non voler parlare delle proprie vicende ed esperienze. Si sono chiusi tutti nel silenzio, convinti che non ci fossero ascoltatori in grado di capire quello che loro avevano sofferto e patito.

Non è che questa loro posizione fosse distante dalla realtà. Basti pensare che, rispetto a coloro che diedero vita alla Resistenza in Italia, sono stati creati all’indomani del 25 aprile per ogni provincia Istituti di Studi e Documentazione che subito hanno iniziato a raccogliere ogni cosa utile per documentare la Resistenza. Per quella all’estero, nulla.

Ed è semplice verificarlo.

Ci si è affidati alla memorialistica del singolo, che corrispondeva in modo occasionale con qualche suo compagno e nulla più.

Tutto questo è durato per oltre 40 anni.

Per fronteggiare questa situazione, grazie alla iniziativa di alcuni protagonisti, in particolar modo, il gen. Ilio Muraca, già combattente in Jugoslavia nella divisione Garibaldi, fu proposta al Ministero della Difesa la creazione di una Commissione per lo studio e la documentazione della Resistenza all’Estero.

 L’allora ministro Valerio Zanone accolse questa proposta e nomino, con data 2 gennaio 1989 una apposita commissione composta da esponenti dell’ANPI (Ilio Muraca, Angelo Graziani, Alfonso Bartolini) della FIAP (Giuseppe Marras,Gaetano Messina, Avio Clementi) della FIVL ( Giovanni Giraudi, Giuseppe Amati,) dell’ANEI ( Carlo De Luca, Vittorio Emanuele Giuntella)  della ANVRG (Luigi Reggiani, Lando Mannucci) e esponenti del Gabinetto del Ministro. I lavori dovevano durare un anno.

 La Commissione, chiama  fra gli addetti CO.RE.MI.TE, si mise al lavoro e riuscì a produrre volumi dedicati a settori particolari, come I Medici e di Cappellani nella resistenza all’estero, e a precise are operative: La Corsica, La Francia Metropolitana, la Grecia Continentale, Le isole (Lero e Cefalonia), La Jugoslavia settentrionale, La Jugoslavia centrale ed il Sangiaccato, il Montenegro. La Commissione constatò che non vi era alcunché di utile e fattivo per l’Albania. Il prof. Buonasera, dell’Università di Palermo, che fece tutta la resistenza in Albania, inizialmente incaricato di svolgere ricerche e produrre documentazione, dichiarò che non vi era materiale sufficiente per un volume degno di questo nome.

In questa fase di stallo il Gen. Muraca, su indicazione dei superiori, contattò l’allora Cap. Massimo Coltrinari, in servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, che, tra i suoi compiti, ricevette l’incarico di mettersi a disposizione per questa esigenza del predetto gen. Muraca.

 

Inizia quello che posteriori si può definire la Prima fase delle ricerche su questo tema.

Riprendendo dal volume edito nel 1999, si può leggere:

“La ricerca intrapresa sulle vicende dei nostri soldati in Albania, inizialmente, sembrava non avere la possibilità di sviluppo, in quanto le fonti disponibili o quelle ipotizzabili apparivano limitate  e di poca consistenza. Ci si accinse a questa ricerca con la convinzione che in poco tempo la ricerca stessa si potesse terminare.

Individuata la parte edita, le prime ricognizioni nelle varie biblioteche fornirono documentazione scarsa, confermando il dato iniziale di partenza. L’Albania sembrava un paese inesistente, dimenticato da tutti.

Si impostò il lavoro, a fronte di questa situazione, su criteri di ricerca basati più sulla memorialistica che sulla documentazione di archivio ed edita, ovvero si iniziò a raccogliere testimonianze, puntando decisamente sulla fonte orale, più che su quella materica. Entrando in contatto con i protagonisti, si ebbe la sorpresa: ognuno di loro , oltre a fornire la propria testimonianza, ha fornito anche documentazione coeva di interesse, ma soprattutto la maggior parte ha dato indicazioni per arrivare a fonti archivistiche di rilievo, allora sconosciute.

Questo ha permesso di rivisitare gli Archivi già consultati con altri presupposti di ricerca, ovvero di visitarne altri, ove in modo spesso indiretto si è arrivati a documenti ed elementi materiali riferiti all’Albania nel periodo interessato.

Ne sono nati, intorno agli anni 1992.1993 ( la ricerca è iniziata sul finire del 1989) diversi filoni di ricerca che, inizialmente sviluppati hanno portato ad altre fonti archivistiche, alcune delle quali anche albanesi. La massa dei documenti raccolti e catalogati è stata ordinata nel settore Albania  dell’Archivio di Co.Re.MI.Te.. Tale archivio comprende anche altri settori (Egeo, Jugoslavia, Francia, ecc.) e terminati i lavori della Commissione è stato versato all’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Il materiale raccolto personalmente dall’Autore nel periodo successivo, ordinato, sarà versato all’Ufficio Storico predetto.

Sulla base di quanto raccolto fino al 1993 è stata predisposta la prima stesura  (1994) della monografia, che subito è apparsa antologica.

L’aver voluto tutto inserire, nell’asserzione che tutto doveva essere citato, come reazione naturale all’iniziale mancanza di documentazione, dava un profilo troppo didascalico, spesso ridondante e dispersivo, alla monografia stessa. Mantenuto l’impianto descrittivo, si è provveduto ad una riscrittura integrale del testo  con criteri di inserimento dei documenti più selettivi. La bozza di questa stesura, rilegata, è stata inserita come documento nell’Archivio di COREMITE.

Nel frattempo, però, continuavano a giungere altre testimonianze, altra documentazione, anche di particolare interesse, che davano contorni più precisi a fatti ed avvenimenti , che portò alla formulazione del 1995 della monografia.

Ci si accorse subito, ad una prima rilettura, che rispetto a quella del 1994, il carattere antologico era ancora troppo esteso, seppure se erano stati ridotti gli aspetti ridondanti. La scelta che si presentava era duplice: o raccogliere ulteriori documenti sviluppando altri filoni di ricerca, che in sostanza era lo scopo di COREMITE, allargando il profilo antologico della ricerca o concentrarsi su determinati aspetti essenziali e focalizzare su questi la stesura della monografia

Appariva un vero peccato che gli aspetti operativi delle nostre unità alla vigilia dell’armistizio, tutta la guerra partigiana condotta dall’E.L.N.A., Esercito di Liberazione Nazionale Albanese, nella sua interezza, l’attività delle Missioni Militari Alleate, i rapporti tra il Partito Comunista Albanese ed il movimento titino in Jugoslavia, i collegamenti tra la Resistenza Albanese e quella Greca ( ove anche qui vi erano militari italiani) l’attività collaborazionista che tanto incideva sulla vita dei cittadini italiani in Albania, le vicende degli ebrei scampati alle persecuzioni nel resto d’Europa che avevano trovato in Albania, territorio italiano, un sicuro rifugio, ed altri argomenti interessanti di cui si sono acquisti documentazioni, alcune di rilevo, non potevano trovare spazio descrittivo.

Si è deciso, quindi, di pubblicare, in collaborazione con L’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (ANRP) un volume dedicato all’avviamento dei militari italiani dei nostri militari nei campi di concentramento tedeschi , ovvero la descrizione degli avvenimenti in Albania all’indomani dell’armistizio delle Grandi Unità Complesse, cioè i Corpi d’Armata.

 Nel contempo la parte documentaristica che non si poteva inserire veniva utilizzata in numerosi articoli su riviste specializzate ( prima fra tutte “Patria Indipendente”, la rivista dell’Associazione Nazionale  Partigiani d’Italia, “Rassegna”, la rivista della ANRP e su numerose riviste delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Ed anche sulla Stampa quotidiana.

Questa attività di divulgazione, che peraltro ha innestato un successivo processo di acquisizione  di testimonianza e documentazione, si è integrata anche con la partecipazione a vari Convegni di Studio, per lo più organizzati nell’ambito delle manifestazioni del 50° della resistenza. Tutta questa attività è stata riportata nel volume “Tra memoria e storia”, a cura di Enzo Orlanducci, Edizioni ANRP, Roma 1998.

Questo ha permesso (stesura del 1996) di ridurre notevolmente la monografia, anche se l’aspetto antologico  è rimasto. In presenza di nuova documentazione disponibile, l’idea di scindere la monografia in blocchi, al fine di concentrarsi solo sugli avvenimenti armistiziali, o quelli riferiti alla guerra partigiana non è stata accettata. Si trattava in pratica di non utilizzare tutta la parte precedente l’8 settembre, con una sintesi ulteriore delle operazioni dall’ottobre 1943 alla fine della guerra. Questa soluzione, peraltro, armonizzava la monografia dell’Albania a quelle, già edite, della Grecia e dell’Jugoslavia e dell’Isole dell’Egeo. Si è preferito rinunciare a questa soluzione per mettere a disposizione tutto il materiale ritenuto utile per cercare di allineare, a livello di documentazione, l’Albania agli altri settori della resistenza all’estero. Si è arrivati, di conseguenza, alla stesura della Resistenza all’estero. Si è arrivati, di conseguenza, alla stesura monografica del 1997. Rivista ulteriormente, questa edizione si trasformò nella bozza definitiva che permise la pubblicazione del volume “Albania” di COREMITE.”

 

Con la pubblicazione del volume “Albania” da parte della Rivista Militare nel 1999, presentato in varie sedi, terminava quello che abbiamo definito la I Fase delle ricerche.

 

lunedì 28 settembre 2020

La Maddalena. la crisi armistiziale del settembre 1943

 


Il 10 settembre 2019, a margine del Convegno dedicato alla Battaglia della La Maddalena del 9-13 settembre 1944, il Direttore del CESVAM ha avuto occasione di rendere omaggio al Cippo a forma di Croce, posta sulla scogliera di Santa Teresa di Gallura,  dedicato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Bechi Luserna, Tenente Colonello, Capo di SM della Divisione Nembo,  nella data anniversaria dell’episodio. Episodio che rappresenta uno dei momenti più difficili e tristi della crisi armistiziale, quando ogni italiano fu chiamato, per il determinarsi degli eventi a fare le sue scelte.  Al di là dei contenuti di queste scelte, il Valore Militare riconosciuto è un esempio per tutti a prescindere dalle motivazioni dei comportamenti e va ricordato. Una corona di alloro è stata posta dalle Autorità con una sobria cerimonia sul cippo di Bechi Luserna a significare che la comunità civile e militare non ha dimenticato questo episodio.


Per il settembre 2020 era in programma un convegno dedicato ad aspetti tecnico-tattici delle giornate del settembre 43 alla Maddalena. La epidemia di Corova 19 ha annullato questa iniziativa e si pensa di inviarla alprossimo anno

lunedì 14 settembre 2020

Progetto Leggi 80° anniversario Leggi Razziali 1938-2018.

Sulla base del Case Study modulo relativo alla Seconda Guerra Mondiale del Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960 la Prof. Alessia Biasiolo ha completato la preparazione del I Volume dedicato alla Giudeofobia ai nostri giorni

La pubblicazione del volume è prevista per il mese di ottobre 2020


 

lunedì 7 settembre 2020

venerdì 28 agosto 2020

Meridiana. Il Passaggio del Fronte 1944 - 1945

 

Osimo si salva dalla distruzione”

San Giuseppe da Copertino e la preghiera della Liberazione

18 luglio 1944 -18 luglio 1945

 

 

Di Massimo Coltrinari*

 

  

L’ultima pagina del Diario di guerra di Francesca Bonci porta la data del 19 luglio 1944. Ormai il fronte è passato. Le truppe polacche il giorno prima alle 17,30 erano entrate in Ancona, mentre il Corpo Italiano di Liberazione, in quel 19 luglio, stava avanzando da Rustico, per Santa Maria Nuova, ed aveva come obiettivo Jesi, che avrebbe occupato l’indomani 20 luglio.

Osimo era ormai diventato retrovia, e la popolazione iniziava a riprendersi e ad uscire dai rifugi, scoprendo una realtà in parte immaginata:


Franscesca Bonci così la descrive:

La nostra cittadina ha un aspetto desolante! Ora che ci è permesso di uscire senza incubo….possiamo osservare con meraviglia  come è conciata! Case completamente distrutte non c’è ne sono, ma ovunque macerie su macerie, strade ingombre di ogni sorta di roba distrutta, grovigli di fili elettrici e telefonici, vetri ed altro!”

 

Non solo Osimo aveva ricevuto danni, ma anche, ad esempio, l’Abbadia di Osimo[1] aveva subito lutti e danni:

 

Ci racconta poi la mamma che laggiù è un vero disastro! La loro casa e la chiesa semi-distrutte, altre case sono molto colpite ed in più molti morti tra persone amiche e conoscenti ed una gran quantità di esplosivi sparsi da per tutto.”

 

Ad Osimo la vita inizia a riprendere:

 

Noi siamo tutti ritornati nella nostra casa! Povera casetta nostra!

Non è stata colpita gravemente (per quanto i Tedeschi sapevano dove erano i Comandi e quindi il maggior numero di bombe erano dirette sulla nostra casa e quella del dott. Boccanera) ma è molto in disordine e sporca e ci vorrà del bello e del buono per poterla farla ritornare normale! Gianna ci va via, ed è naturale con tutto quello che è successo!!! E noi rimaniamo senza aiuto ed in più non abbiamo acqua.

Coraggio! Il brutto è passato! Con buona volontà li metteremo a posto!

Dia sia ringraziato che nessuno della nostra famiglia è stato colpito! Siamogli riconoscenti e preghiamo per i nostri parenti lontani affinchè loro non subiscano pene, tribolazioni ed affanni, come noi, ma la pace venga presto in tutti e su tutta l’Italia intera!

Noi Osimani crediamo fermamente che la mano di Dio abbia posato su noi tutti della città, per intercessione di San Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo! Infatti i buoni Frati Conventuali, appena incominciata la battaglia sulla nostra zona, hanno messo le reliquie del Santo nella Cupola e Lui ci ha protetto da peggiori disastri e da bombardamenti aerei!

 

Anche se non lo sapeva Francesca Bonci era molto vicino alla realtà quando asserisce che Osimo fu protetta da Dominedio. Senza l’intervento del gen. Utili, come abbiamo visto, Anders ed i suoi ufficiali avevano ormai deciso di raderlo al suolo mediante uno o più bombardamenti aerei. Questa consapevolezza di essere stati protetti fa si che, un anno dopo, nel celebrare il primo anniversario della liberazione, viene stampato e distribuito alla popolazione, durante le funzioni di ringraziamento, un “Santino” che Francesca Bonci ha conservato nel frontespizio del suo “Diario di Guerra.

La preghiera è così composta:

 

Basilica di Sam Giuseppe da Copertino, Osimo- 18 luglio 1945

Primo Annuale della Liberazione della Città

 

“Benedetto Iddio. Padre del Signor Nostro Gesù Cristo delle Misericordie e di ogni consolazione. Il quale ci consola in ogni tribolazione nostra. (Cor. I,3-4)

Benedetta Tu, O Maria Vergine Madre di Dio dal Signor Dio Altissimo che per mezzo tuo è venuto in soccorso del suo popolo” (Iud.)

Io sono Giuseppe il fratello vostro per la vostra salvezza

il Signore mi ha mandato avanti a voi (Gen 45, 4-5)

S. Giuseppe da Copertino, Santi e Sante di Dio, Spiriti Beati del Cielo, pregate per noi, per gli afflitti ed i prigionieri, per quelli che hanno combattuto per noi, per tutti i vivi ed i defunti, affinchè siano fatti degni delle promesse di Cristo. Cosi Sia

 

 

Lo riproduciamo integralmente, accanto ad un bozzetto in cui Elmo Capannari ritrae le macerie di San Marco, sottolineando quanto sia forte il legame tra Osimo ed il suo Santo protettore, San Giuseppe da Copertino.

 

Santino. Fronte (7x12) S. Giuseppe da Copertino (1603-1663) Patrono di Osino e della Gioventù Studiosa.[2] Il disegno è quanto mai interessante: Tra due croci già infisse nel terreno, il Santo si libra nell’aria e tiene fortemente una croce; sembra in procinto di piantarla nel terreno in una buca precedentemente scavata dalla popolazione, in laceri vesti, plaudente e venerante. La pala, o la vanga disegnata in basso fa supporre questo. Poi è riportata la dizione Cart. Tip. Bottega dello Scolaro – Osimo.

Santino Retro. E’ riportato il titolo “Basilica di San Giuseppe da Copertino – Osimo, la data anniversaria, 18 luglio 1945, e la preghiera. Interessante il passaggio di detta preghiera  che recita “per quelli che hanno combattuto per noi” che apre a molte interpretazioni sulla situazione politico-militare del tempo. Infine il Santino riporta che esce “con approvazione ecclesiastica”

 

 

Bozzetto n. 7 Elmo Capannari, (24x30) B/n ritrae la scena di una casa distrutta nel rione San Marco, proprio sotto il campanile. In alto a destra accanto al Campanile, la dicitura “casa distrutta nel Rione San Marco – Luglio 1944”, in inchiostro nero. In fondo a destra, la firma, Cappannari’44.

 

 

 

*centrostudicesvam



[1] All’Abbadia era parroco da oltre trenta anni lo zio di Francesca Bonci, Don Vincenzo Scarponi.

[2] In famiglia è rimasto il ricordo dei tempi di scuola. Se andavi male, era colpa tua che non studiavi; se andavi bene e prendevi un buon voto, era merito di San Giuseppe. Da sottolineare che il santino riporta la dizione “protettore della gioventù studiosa”, non come comunemente asserito, “protettore degli studenti”. Vi è una fondamentale differenza..

venerdì 21 agosto 2020

Atti. I Volontari partigiani nel rinnovato esercito italiano

Relazione concernente il contributo dei partigiani Umbri alla costituzione dei Gruppi di Combattimento

 Carlo Smuraglia, I volontari partigiani nel rinnovato Esercito italiano, Roma, Libreria Editrice Viela, 2018,

 

Il volume, edito su iniziativa della Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) Comitato Nazionale,  riporta i contributi di un convegno tenuto a Terni sia dal Direttore del CeSVaM che dal Dott. Giovanni Cecini. Il volume, quindi riporta i loro contributi e quelli  di Angelo Bitti, Nicolò Da Lio, Roberta Mira, Carlo Smuraglia, Alvaro Tacchini, Marco Venanzi.

Raccolti dal Presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia, queste relazioni riportano le esperienze e le gesta dei “ribelli”, umbri che, con  l’arrivo del fronte in Umbria ( Perugia fu raggiunta dalle forze alleate nel giugno 1944) decisero di continuare la loro lotta arruolandosi nel Regio Esercito Italiano in quel   torno di tempo operante con il CIL negli Abruzzi e nelle Marche. Il processo di arruolamento fu agevolato dalla decisione alleata di ritirare dal fronte il CIL e di costituire i Gruppi di combattimento, mentre a livello divisionale con equipaggiamento e armi britannici. I partigiani umbri affluiscono ai centri di raccolta ed addestramento dell’area romana e poi inquadrati nei gruppi di combattimento Cremona, che entrò in linea sul Serio nel gennaio 1945. Un esempio di come esponenti del II fronte si integrano in quello del I fronte, nella nostra concezione della guerra di liberazione, come esposto a Torino nella Giornata del Decorato.



venerdì 14 agosto 2020

martedì 28 luglio 2020

La Meridiana. Iniziata una piacevole collaborazione


 La Meridiana è il settimanale di Osimo.  E' lo specchio della vita cittadina in tutti i suoi variegati aspetti. Dal mese di luglio è iniziata una piacevole collaborazione. I Vari articoli qui pubblicati saranno riportati su questo blog.

giovedì 23 luglio 2020

Un Contributo ad Elisa

 

APRILIA

 ESPOSIZIONE “UN RICORDO PER LA PACE”- COLLEZIONE OSTILIO BONACINI

imminente la rimozione dall’auditorium del Liceo “Meucci”

 

 UN MUSEO PER LA PACE  NEL CENTRO DI APRILIA

 la proposta di “Un ricordo per la pace”

 

Elisa Bonacini : “Qui dove sono morti  migliaia di soldati provenienti da tutto il mondo. Da qui deve partire forte il messaggio di pace.”

 

 

 

Sembra arrivata al termine la permanenza dell’esposizione “Un ricordo per la pace” presso l’auditorium del Liceo “A. Meucci” che ne ha intimato la rimozione nel più breve tempo possibile. Una situazione al limite del paradossale lo “sfratto” per la mostra storica patrocinata dal Comune di Aprilia sul tema prioritario “Aprilia in guerra: La Battaglia di Aprilia”.  Nelle teche esposti oltre 300 reperti della collezione di Ostilio Bonacini relativi alla prima ed in maggior numero alla seconda guerra mondiale, con particolare riferimento agli eserciti che hanno combattuto sul territorio apriliano nel 1944. Una collezione prestigiosa che il Comune di Aprilia con deliberazione di Giunta n. 163 del 12.6.2012 ha accettato in affidamento a titolo perenne e gratuito dandone sede provvisoria presso il plesso scolastico di via Carroceto con l’impegno di reperire locali nel centro  di Aprilia per realizzarne un’esposizione civica permanente.

La mostra a cura dell’Associazione “Un ricordo per la pace” fu inaugurata il 24 aprile 2013 nel grande locale che fino al 2015 è stato di competenza  dell’I.I.S. “C. e N. Rosselli” cui il Comune di Aprilia affidò la custodia del materiale storico attraverso specifica convenzione.

Nello stesso comprensorio studentesco nel febbraio 2014 fu inaugurato il Memoriale dedicato ad Eric Fletcher Waters ed ai Caduti senza sepoltura del 1944;  promotori dell’iniziativa l’associazione “Un ricordo per la pace” ed il veterano britannico Harry Shindler.

La correlazione esposizione storica-monumento pare non essere stata tenuta in considerazione dal Liceo “A.Meucci”: nel dicembre 2016 il primo invito a rimuoverla,  richiesta motivata da esigenze di spazi per “opere legate ad attività teatrali”. Il 6 marzo scorso l’“ultimatum” della dirigente Laura De Angelis per lo smantellamento della mostra che, a quanto afferma la dirigente, occuperebbe i locali scolastici senza autorizzazione alcuna; ritenute pericolose per la sicurezza degli studenti le teche espositive appositamente realizzate dal Comune di Aprilia.

Esprime preoccupazione Elisa Bonacini erede della collezione e presidente di “Un ricordo per la pace” che dopo il  trasferimento del “Rosselli” più volte aveva chiesto al Comune l’adeguamento della convenzione con il Liceo. Il 19 marzo ha protocollato al Comune di Aprilia la richiesta di un incontro per definire il futuro dell’esposizione:  “Spero che emergano notizie rassicuranti, che il Comune intervenga a tutela della mostra. Nella nota ho chiesto ancora una volta di ottemperare all’impegno preso nella delibera di accettazione della collezione reperendo nel più breve tempo possibile locali nel centro storico di Aprilia. Nello specifico la richiesta è di trasferire la mostra in sede definitiva presso i locali comunali di Piazza Roma attualmente adibiti agli uffici al pubblico, che sembrerebbero destinati al trasferimento in piazza dei Bersaglieri. Spero che il Comune  prenda in considerazione il progetto di “Museo per la pace nel centro di Aprilia” che ho anticipato nel protocollo; un progetto che vorrei condividere con le associazioni apriliane, in primis con le associazioni d’Arma che già hanno dato la loro adesione nell’ipotesi di progetto museale (nota prot. n. 46403 del 7.6.2012 allegata alla delibera di affidamento della collezione ).

Prosegue la Bonacini: “ Il nostro progetto di “Museo per la pace” prevede certamente una degna collocazione per i reperti storici ma non si esaurisce nella realizzazione di una statica esposizione  dei materiali ma aspira a far divenire il Museo uno spazio interattivo, un luogo di aggregazione per la cittadinanza attraverso attività socio-culturali, concorsi ed iniziative. Non sottovalutando il ruolo  dell’arte in ogni sua forma, che tanto può influire nella riconciliazione tra differenti culture. Abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni il ricordo di chi ha combattuto per la nostra libertà, ma dobbiamo proiettarci nel futuro, lavorare giorno dopo giorno con pazienza e determinazione per educare alla cultura della non violenza, del rispetto reciproco, della solidarietà. È necessario abbattere le barriere interculturali spesso generate da gretta ignoranza. Sono certa che con l’impegno delle associazioni potremmo realizzare qualcosa di bello e di grande, il contributo di Aprilia per la pace. Voglio rivolgere pertanto un appello alle associazioni di Aprilia che vorranno sostenere e collaborare nel progetto. Circa un centinaio nel mondo i Musei per la Pace, organizzati nella Rete Internazionale dei Musei per la Pace, con cui sarebbe meraviglioso creare una sorta di gemellaggio. Sogno un Museo per la Pace ad Aprilia, qui dove nel 1944 sono morti migliaia di soldati provenienti da tutto il mondo; il loro sangue è intriso nella nostra terra. Da qui deve partire forte il nostro messaggio di pace.”

 

giovedì 16 luglio 2020

Aperto un W'up "Cugini Baldò"



In questa estate in cui il frequentarsi sembrava una utopia
è arrivata la bella iniziativa di aprire un w'up tra tutti i cugini
"Baldò"

Partecipo e plaudo con una foto per riconoscerci
 nella versione che aggiorna i ricordi

Dei "ciambotti"  parleremo a volontà

venerdì 10 luglio 2020

HA ANCORA SENSO CAMMINARE INSIEME PER CONDIVIDERE SPAZI DI RIFLESSIONE, IN UN PERIODO COME QUESTO, DOTATO DI SOFISTICATI MEZZI DI COMUNICAZIONE?

Il nostro amico Giandomenico mi ha chiesto di partecipare, almeno con un contributo scritto, alla Route di Mezza Estate, non potendo di persona per i motivi di salute a Voi noti; ho accettato di buon grado e spero, con questa breve nota, di rispondere utilmente. Indubbiamente, nel cercare di esprimere il mio punto di vista sull’argomento proposto, mi mancano gli spunti di riflessione derivanti dalle vostre parole, che avrebbero certamente arricchito l’analisi degli argomenti che mi accingo ad affrontare; spero mi scuserete per tutte le parzialità contenute in questo scritto.

Nel metodo scout, che conosciamo, soprattutto per la branca Rover, si parla diffusamente dell’esperienza della “strada”, come luogo di incontro e di confronto con gli altri, e come mezzo metaforico di SERVIZIO verso tutti coloro che “incontriamo” lungo la strada della vita. Non a caso ci salutiamo con un “Buona strada”. Tuttavia, ritengo che le occasioni del cammino reale e non metaforico, sia in solitudine che in compagnia, e possibilmente in luoghi poco frequentati e in contatto con la natura, magari nel silenzio e nel buio della notte, permettano di parlare con noi stessi senza quelle interferenze e quelle distrazioni esterne che disturberebbero non solo la concentrazione, ma anche la sincerità dei nostri pensieri. Marciare insieme può costituire, il più delle volte, occasione per scambiarsi risposte alle nostre domande, chiarimenti ai nostri dubbi, argomenti per riflettere sulla necessità di portare correzioni a comportamenti o a convinzioni che nella “confusione” del vivere corrente non abbiamo il tempo né il modo di riconoscerci.

Ciò senza sminuire, tuttavia, la ricchezza del cammino solitario, che consente una maggiore introspezione soprattutto nel silenzio notturno, rotto solamente dai rumore dei propri passi. E quando le condizioni lo permettono, la compagnia del manto stellare, nel quale è possibile riconoscere stelle e costellazioni, e misurare il tempo dal loro movimento, aiuta a mettere ordine ai propri pensieri e ai propri ricordi. Personalmente credo che nessuno strumento tecnologico possa intensificare o sostituire le esperienze che si possono vivere in solitudine o in compagnia silenziosa, soprattutto nelle marce notturne, ma anche in quelle di percorsi che consentono la visione del paesaggio o di sentieri boscosi. Inoltre ritengo che non sia secondaria la fatica fisica, che a volte accompagna il cammino, soprattutto su sentieri di montagna; tale fatica, come sappiamo bene, è spesso dura e ci invoglia a desistere o a fermarci per un riposo. Fermo restando che il riposo fa parte del cammino, la fatica è anche una misura della nostra tenacia, che ci porta a dirci “ancora un tratto …; dopo quel dosso …. ; sotto quella pianta …. e così rinviando anche di poco il momento del riposo ci alleniamo a resistere alla fatica, finché possibile, e rinforziamo la nostra tenacia. Inoltre la marcia non solitaria consente di parlare, e di sentire la condivisione della fatica; passare al compagno di cammino la borraccia per un sorso d’acqua è un gesto solo apparentemente di scarsa importanza!!

 Per questi motivi ritengo che le occasioni di incontro con amici comuni, attraverso il cammino e la fatica fisica siano ancora occasione di personale crescita interiore e di consolidamento delle amicizie. Non a caso, quindi, l’emblema della vita scout in età da rover è “la strada”!

BUONA STRADA A TUTTI

 Antonio Levy,

 Giugno 2020

venerdì 3 luglio 2020

Route di Mezza Estate 10 Luglio 2020

Carissimi,
Vi informo che abbiamo organizzato una “ROUTE di MEZZA ESTATE” per venerdì 10 LUGLIO 2020.

L’incontro è previsto per le ore 19 a Polverigi, via della Baviera n.12 (consultare planimetrie allegate) dove potremo parcheggiare le nostre auto.

Cercate di essere puntuali, come da stile scout, per realizzare bene l’incontro. Dal punto di ritrovo si procederà verso la casa di Mauro Vecchietti, dove affronteremo - nel migliore spirito scout –
il tema

“E’ in atto un cambiamento radicale della comunicazione, suggerito (imposto?) dalle nuove tecnologie. Riteniamo che abbia ancora senso camminare e dialogare insieme?”.

Certo di fare cosa gradita, allego alla presente il pensiero che Antonio Levy ha inteso dedicarci, non potendo essere presente all’evento (ovviamente la sua presenza spirituale è come sempre garantita!).

L’incontro sarà allietato da uno spuntino “frugale”: grigliata di salsicce, costarelle e fegatini!

Contributo per la cena: offerta libera.

 Dopo l’incontro riprenderemo “insieme” il cammino sotto le stelle. La route avrà termine intorno alle ore 24.

 Sarà presente Don Claudio Merli, Parroco di Collemarino.

 E’ gradito un segno scout: ad esempio il fazzolettone o altro. La partecipazione dovrà essere gentilmente confermata a Paolo Bonfigli al n.349 6715159, al quale potrete rivolgervi per ulteriori chiarimenti logistici.

Buona strada

Paolo Gigli

mercoledì 24 giugno 2020

Sessione di laurea estia Anno Accademico 2019-2020

Master di 1à Livello 
in Storia Militare Contemporane 1796 - 1960. La sessione di laurea estiva si terrà 
Giovedi 2 luglio 2020 ore 15.

lunedì 15 giugno 2020

I forti di Sesto in Alta ValPusteria


La programmata vacanza in alta Val Pusteria con la visita ai froti che sbarravano
la strada verso Sesto e Fortezza 
è rinviata
 a causa delle note restrizioni dovute al covid19
per approfondimenti



venerdì 5 giugno 2020

La Uniformologia, scienza ausiliare della storia


La Uniformologia, scienza ausiliare della storia, completa la ricostruzione di un evento militare, dando connotazioni complementari. Le Uniformi come qui rappresentate sono di un epoca in cui le armi della fanteria a tiro teso non richiedevano la mimitizzazione, pertanto il costume militare, che si traduceva nella uniforme, poteva spaziare a tutto tondo adottando capi di vestiario che potevano tener conto dell'estro e del gusto del militare. (per approfondimenti sul tema uniformologico:www.uniformologia.blogspot.com)

giovedì 21 maggio 2020

Politica MIlitare Comparata dal 1945 ad oggi. Master di 1° Livello



MASTER DI I LIVELLO
POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI
Dottrina, Strategia, Armamenti.
                                                                                                                                   
Obiettivi e sbocchi professionali
Approfondimenti specifici caratterizzanti le peculiari situazioni al fine di fornire un approccio interdisciplinare alle relazioni internazionali dal punto di vista della politica militare, sia nazionale che comparata. Integrazione e perfezionamento della propria preparazione sia generale che professionale dal punto di vista culturale, scientifico e tecnico per l’area di interesse.
 Destinatari e Requisiti
Appartenenti alle Forze Armate, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Insegnanti di Scuola Media Superiore, Funzionari Pubblici e del Ministero degli Esteri, Funzionari della Industria della Difesa, Soci e simpatizzanti dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’UNUCI, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cultori della Materia (Strategia, Arte Militare, Armamenti), giovani analisti specializzandi comparto geostrategico, procurement ed industria della Difesa.
Durata e CFU
1500 – 60 CFU. Seminari facoltativi extra Master. Conferenze facoltative su materie di indirizzo. Visite facoltative a industrie della Difesa. Case Study. Elettronic Warfare (a cura di Eletronic Goup –Roma). Attività facoltativa post master
Durata e CFU
Il Master si svolgerà in modalità e-learnig con Piattaforma 24h/24h
Costi ed agevolazioni
Euro 1500 (suddivise in due rate); Euro 1100 per le seguenti categorie:
Laureati UNICUANO, Militari, Insegnanti, Funzionari Pubblici, Forze dell’Ordine
Soci dell’Istituto del Nastro Azzurro, Soci dell’UNUCI
Possibilità postmaster
Le tesi meritevoli saranno pubblicate sulla rivista “QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO”
Possibilità di collaborazione e ricerca presso il CESVAM.
Conferimento ai militari decorati dell’Emblema Araldico
Conferimento ai più meritevoli dell’Attestato di Benemerenza dell’Istituto del Nastro Azzurro
Possibilità di partecipazione, a convenzione, ai progetti del CESVAM
Accredito presso i principali Istituti ed  Enti con cui il CESVAM collabora
Contatti
06 456 783 dal lunedi al venerdi 09,30 – 17,30 unicusano@master
Direttore del Master: Lunedi 10,00 -12,30  -- 14,30 -16

ISTITUTO DEL NASTROAZZURRO                             UNIVERSITA’  NICCOL0’ CUSANO
CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare                                       www.unicusano.it/master
www.cesvam.org  - email:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

mercoledì 6 maggio 2020

Il "limes= tedesco in Italia


Uno degli aspetti da prendere in esame in tema di unità nazionale è l'influenza che la Germania esercita sul nostro paese. Influenza che è il retaggio dei una situazione generata all'indomani del Congresso di Vienna. In pratica l'Austria dominava tutto il settentrione direttamente ed indirettamente, mentre la sua influenza si estendeva anche a Napoli. Come noto per Vienna l'Italia era una semplice espressione geografica.

Nelle sue aree di influenza, dopo il risorgimento, dopo la prima guerra mondiale in cui i confini geografici sono stati portati al Brennero, dopo le vicende del 1943-1945, in cui due regioni sono state annesse al Reich il Friuli Venezia Giulia e l'Alto Adige, dopo l'unificazione della Germania, oggi si può ben tracciare un "limes" entro il quale vi è l'influenza tedesca. Per il Turismo le quattro regioni di massimo afflusso sono il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Lombardia, la Toscana. Le Marche seguono con località referite dai tedeschi nella parte settentrionale della regione.

Per i trasporti, l'asse principale è la Bologna Brennero

La Carta indica in quale regioni vi è il numero di studenti che imparano il tedesco a scuola. con dati estremamente significativi.

 Infine da sottolinere che il maggior cimitero militare tedesco è sul Passo della Futa, lungo il limes sopra tracciato,

giovedì 30 aprile 2020

Circolo Filatelico e NUmismatico Spoleto "G Romoli"


Spoleto: Ricordare la Prima guerra mondiale

In occasione del 90° anniversario dalla conclusione della Grande Guerra il 31 ottobre scorso [2008] si è inaugurata a Spoleto una mostra molto particolare, a cura del Circolo Filatelico e Numismatico “G. Romoli”. Nel coreografico chiostro di San Nicolò vengono esposte alcune collezioni private di interessante valore storico. Oltre a francobolli e cartoline, trovano spazio fotografie, oggettistica cartacea, mappe, immagini in bianco e nero e a colori; insomma tutti elementi che raccontano la storia dei fatti bellici, sia quelli più altisonanti da “Stato Maggiore”, sia quelli più intimi e personali di vita vissuta. Un modo curioso e stimolante nel tentativo di narrare le vicende del nostro Paese alle varie generazioni che, ormai per evidenti dati anagrafici, non ricordano quasi più neanche la Seconda guerra mondiale.
L’inaugurazione della mostra è stata l’occasione per una conferenza dal titolo “La I Guerra Mondiale, la memoria ed il ricordo”, organizzata dalla sezione UNUCI di Spoleto e patrocinata dal Comune umbro. In questa occasione gli interventi del presidente locale dell’Unione degli ufficiali in congedo, il generale Franco Fuduli, e del sindaco, Massimo Brunini, hanno voluto rammentare il valore del ricordo e la peculiarità del territorio di Spoleto ricco di memoria storica passata e recente.
Le relazioni dei tre conferenzieri sono state invece l’occasione per esaminare nel dettaglio alcuni aspetti non sempre noti o presenti nei libri di divulgazione storica.
Ha aperto il discorso il generale Massimo Coltrinari, esperto di logistica e di strategia, che ha inquadrato gli anni della guerra nei contesti specifici dei vari fronti. Passando da un tipo di guerra tradizionale, come quella in campo aperto, a quella di trinceramento non sempre i comandi dei due schieramenti hanno saputo cogliere con arguzia le peculiarità del contesto bellico. L’incapacità di saper cogliere le occasioni, magari seguendo degli schemi troppo rigidi e tradizionali, hanno portato gli eserciti in lotta a uno scontro di ardito logoramento, dove solo la conta dei morti e dei superstiti poteva attribuire la Vittoria a chi avesse più carne da mandare al macello.
Questa chiave interpretativa, che nulla toglie ovviamente al valore patriottico e al merito dei combattenti nel riscatto nazionale e al pieno compimento del Risorgimento italiano, vuole allo stesso tempo mostrare come la Grande Guerra è stata l’occasione mancata per risolvere una volta per tutte le discordie internazionali e portare almeno a una pace in parte condivisa. Proprio questa brutalizzazione del conflitto ha introdotto l’intervento di Giovanni Cecini, giovane storico militare e politologo, che ha trattato l’esperienza della trincea nel contesto internazionale. Da subito ha voluto chiarire come l’atemporalità e l’assenza di distinzioni geografiche abbiano caratterizzato i vari fronti. Le trincee sulla Somme, sull’Altipiano di Asiago, sui Carpazi o in Prussia non avevano differenze. La nebbia, la pioggia, il fango, il puzzo delle ferite e dei morti erano sempre uguali, asfissianti e plumbei. Ecco perché la guerra ha modificato nella sostanza la generazione dei Ragazzi del ’99 e del 1900, partiti per la guerra con la convinzione di partecipare a una “festa”, alla rigenerazione della società, dopo decenni di corruzione politica e culturale. L’asprezza della vita in comune agli altri (nelle molte differenze linguistiche e culturali di stampo regionale) con numerose privazioni e con il sempre presente contatto con la morte, modificherà notevolmente i valori cavallereschi e patriottici di molti soldati, aprendo le porte ai totalitarismi a partire dai primi anni Venti.
L’ultima relazione è stata quella del tenente colonnello Osvaldo Biribicchi, ufficiale superiore d’artiglieria, che ha illustrato in maniera tecnica e chiara gli schieramenti e la dinamica dell’ultima battaglia, quella di Vittorio Veneto, che appunto nell’ottobre di novanta anni fa ha dato la definitiva spallata al fronte meridionale dello schieramento della Triplice Alleanza. In questo contesto fu fondamentale il rinsaldamento nazionale a seguito del pesante arretramento dovuto dall’avanzata austro-tedesca su Caporetto dell’anno precedente. Il nuovo comando di Armando Diaz seppe recuperare una certa stabilità al fronte, concentrando le sue energie in modo razionale e sapendo cogliere a pieno la crisi politico-militare, che già serpeggiava a Vienna e a Berlino. Anche in questa occasione il fattore “uomo” fu decisivo, nel desiderio soprattutto di dare la parola “fine” ad un conflitto che da quattro anni imponeva alla Nazione sacrifici non solo di natura economica, sociale ma soprattutto umana. La liberazione di Udine, Trento e Trieste hanno rappresentato l’esempio di come il desiderio di unificazione nazionale fosse un elemento sentito dai combattenti, anche se gli angusti pertugi delle trincee erano anni luce distanti dai comodi salotti romani, dove si riunivano i politici e gli industriali per i loro non sempre trasparenti affari.
L’affluenza di pubblico e la presenza di alcuni giovani studenti e studentesse hanno premiato l’iniziativa spoletina, che ancora una volta dà merito e plauso agli organizzatori di eventi del genere. Non è mai superfluo ricordare il passato, troppo spesso giudicato lontano e inutile, se è l’occasione di riflessione e lezione per il presente e per il futuro. Non a caso ampio risalto è stato dato, da parte di Biribicchi, alla recentissima morte dell’ultimo soldato combattente nel 1918, il bersagliere Delfino Borroni, che all’età di 110 anni fino a pochi giorni prima era ancora testimonianza vivente dei valorosi Ragazzi di Vittorio Veneto.

giovedì 23 aprile 2020

Date anniversarie

Aprile ricorda le date anniversarie care che non si dimenticano. Momenti di serenità, in un attimo fuggente che è sempre piacevole ricordare. 

venerdì 17 aprile 2020

QUADERNI del Nastro Azzurro. N. 4 del 2019


 La marcia di avvicinamento per ridurre il gap tra l'uscita della rivista e la data trimestrale si sta riducendo. Il n. 4 del 2019 è uscito praticamente in tempo a meta gennaio 2020.

giovedì 2 aprile 2020

Un Papa ancora tutto da scoprire

La data anniversaria della scomparsa di Giovanni Paolo II riporta l'attenzione alla sua opera ed alla sua azione. Un ricordo per un Papa che ha caratterizzato la nostra gioventu'

giovedì 19 marzo 2020

sabato 14 marzo 2020

Il bel tempo ritornerà. Ce la faremo

 Immagini di quanto ci si radunava tutti quanti per stare insieme, scambiarsi idee, vivere momenti particolar per poi trovarsi attorno ad una tavola, mentre Giandomenico scatta fotografie compromettenti ma tanto affascinanti.

domenica 8 marzo 2020

Un caro augurio ad un amico lontano

Leale ed impareggiabile collega al Corso IASD, l'allora col. Song è rimasto nel cuore di tutti noi e di me in particolare. Gli scambi di idee, sono stati una fonte primaria per comprendere e capire il suo grande paese. Ora che la Cina è alle prese con una epidemia devastante, giungano a lui ed alla sua famiglia i pi sinceri auguri che tutto si risolva al pi preso

mercoledì 4 marzo 2020

Quaderni del NASTRO AZZURRO. n. 2 del 2019

 Con questo numero inizia la attuazione del proposito di lasciare sempre pi spazio ai frequentatori del Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea presso UNICUSANO. e cercare di ridurre il delta di ritardo nella pubblicazione. Il Numero è uscito nel mese di ottobre 2019. Info:quaderni.rivista@istitutonastroazzurro.org

lunedì 10 febbraio 2020

La nota redazionael del n. 1 del 2019


L’inizio di ogni anno è sempre utile per tracciare un programma preventivo di quanto si vuole fare in merito alle attività editoriali del CESVAM. Iniziamo con la Rivista, questa rivista, QUADERNI del Nastro Azzurro che sta attraversando un momento di crescita tanto interessante quanto difficile. Si è adottata per lei una linea editoriale basata sui contributi dei frequentatori del Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960. Il Master ha preso avvio in questi mesi e promette bene, ma ancora i frequentatori sono nella impossibilità di collaborare con la rivista. Si pensa che lo saranno al memento della richiesta della Tesi, che presumibilmente avverrà dopo l’estate prossima in quanto la sessione autunnale di discussione sarà a novembre. Per quella data forse avremo i primi contributi. Quindi fino al n. 4 del 2019 è difficilmente prevedibile contributi dei frequentatori. Quindi la line editoriale sarà quella fin qui adottata, volta a focalizzare alcuni aspetti del Valore Militare come fattore immateriale di ogni strategia. Nel frattempo è in pieno approntamento il n. 3 del 2019 che sarà dedicato completamente alla presentazione delle attività del CESVAM, che attualmente attivano quindici comparti.
Altra indicazione che si vuole fare è la partecipazione del CESVAM a due principali attività che la Presidenza del Nastro Azzurro ha in animo di attuare: La Giornata del Decorato a Torino il prossimo 5 aprile e il 6° Incontro “Avversari ieri, amici oggi” che si terrà in Italia nel mese di giugno. Il CESVAM vi parteciperà, a concorso delle attività con un convegno, come prassi, per la Giornata del decorato, che sarà la continuazione come tema scientifico di quello della Giornata del Decorato 2018, ovvero sarà dedicato allo studio del valore militare e la crisi armistiziale del settembre 1943. Per l’incontro con gli amici della Croce Nera d’Austria è in programma una conferenza dedicata all’opera di ricostruzione del Regio Esercito all’indomani della fine della grande guerra per il ripristino degli argini dei fiumi e delle strade e dei ponti, sia ordinari che ferroviari per riportare alla regolarità la viabilità sconvolta dalle operazioni di guerra.
Sotto il profilo della pubblicazione di volumi, in questa primavera dovrebbero vedere la luce il volume dedicato al 1866, dal titolo “Quattro Battaglie per il Veneto”, dedicato alla Storia del Risorgimento, il primo volume dedicato alle operazioni sul litorale laziale, ovvero allo sbarco di Anzio, e ai volumi dedicati alle leggi raziali del 1938, oltre al completamento del Dizionario minimo della Grande Guerra.
Una prospettiva, quella descritta, estremamente impegnativa, che vede il CESVAM impegnato in tutte le sue risorse. E’ un aspetto, questo, di interpretazione operativa dell’Istituto del Nastro Azzurro come ente morale, ovvero come quel soggetto che si adopera per diffondere nella società i valori raccolti nello Statuto. Rimane sullo sfondo l’altro aspetto, quello associativo-combattentistico, che viene lasciato completamente in mano alle attività delle altre componenti dell’Istituto, prime fra tutte le Federazioni Regionali. (mc)