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giovedì 24 ottobre 2013

Rimini. Conferenza a due voci sull' 8 settembre

A.R.I.E.S
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
          (Iscritta al Registro delle Ass.ni della Provincia di Rimini con provv.to n.156 del 11 dicembre 2008)

Logo Comune di Rimini 
Con il Patrocinio del Comune di Rimini


A Rimini, il 26 ottobre, alle ore 17
presso la Sala del Buonarrivo, corso d’Augusto 231

INVITA a presenziare alla conferenza-confronto a due voci sul tema:

8 SETTEMBRE 1943: L’ INTRIGO

Saranno presenti il generale Massimo Coltrinari, Società di Storia Militarea, ed il dott. Andrea Santangelo, storico militare, modera l’avv. Gaetano Rossi.



lunedì 7 ottobre 2013

Il rapporto tra scienza e fede:

Cari amici,
sabato 26 ottobre alle ore 18,00 ricomincia il ciclo delle conferenze di Civiltà Cattolica. Il tema che tratteremo sarà quella del dialogo tra scienza e fede.
Sarà con noi p. José Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana e collaboratore della nostra rivista, che studia sia la formazione delle stelle sia la dinamica dei dischi delle galassie.
L’interesse dei gesuiti per lo studio dell’universo risale al padre Cristoforo Clavio (+1612), inoltre, una trentina di crateri della luna portano i nomi di antichi astronomi gesuiti. Di recente un asteroide del sistema solare è stato intitolato al padre George Coyne ex direttore della Specola prima di p. Funes.
Così, anche il colloquio con il p. Funes, sarà un modo per capire come i gesuiti continuano a studiare le stelle per comprendere meglio la relazione tra “Scienza e fede, all’inizio e alla fine dell’universo”.
Vi aspetto insieme agli altri gesuiti della rivista. E se potete... vi chiedo la cortesia di passare parola!
Un cordiale saluto a tutti.
Francesco Occhetta S.I.

giovedì 3 ottobre 2013

Spoleto:UNUCI conferenza sulla crisi armistiziale del 1943. Alcune Immagini

L'amico, presidente dell'ANPI di Spoleto, Loreti in prima fila 
Il Presidente della Sezione UNUCI di spoleto Gen Ing Antonio Cuozzo presenta la confrenza
Giavanni Simoncelli, presidente dell'ANPI di Foligno con Loreti

giovedì 26 settembre 2013

Conferenza alla Sezione UNICI di Spoleto: la nascita del fascismo e la crisi armistiziale

Oggi alle 17.00 presso la Sezione UNICI di Spoleto, 
Presidente Gen. Ing. Mario Cuozzo, 

Massimo Coltrinari
 terrà una conferenza sul tema


La nascita del fascismo e la crisi armistiziale
8 settembre 1943: per gli Italiani il momento delle Scelte


La prima guerra mondiale fu dichiarata anche per completare il processo unitario della nostra Nazione; per questo è stata anche definita, per l’Italia, la IV guerra d’indipendenza. Indipendenza ed affermazione contro quel nemico ereditario, l’Austria-Ungheria, che considerava l’Italia “una semplice espressione geografica. Per i primi due anni l’Esercito aveva cercato di risolvere il conflitto con battaglie che, però si rilevarono non decisive. L’11a Battaglia dell’Isonzo, agosto 1917, , con i suoi risultati, però, permetteva agli Italiani di poter giungere, con un ulteriore avanzata,Lubiana e far cadere Trieste per manovra, facendo crollare il fronte meridionale degli Imperi Centrali.


A seguito di ciò i Germanici decidono di concentrare gli sforzi contro l'Italia: a Caporetto, la 14 armata guidata dal gen. tedesco von Below, preceduta dal lancio di gas asfissianti rompe il fronte e dilaga nella valle; le posizioni elevate degli italiani restano isolate mentre prima l'ala sinistra della 2 armata italiana e poi l'intera armata sono costrette a ritirarsi. Il gen. Cadorna ordina la ritirata su una nuova linea difensiva: Pasubio-Asiago-Grappa-Piave

  
Di fronte alla gravissima minaccia di perdere non solo il Veneto, ma anche la Lombardia o addirittura di uscire dalla guerra sconfitti, il Re, il 12 Novembre 1917, emana un proclama alla truppe, in cui, oltre a incitarle al combattimento, in un passaggio fondamentale, chiede che esse devono combattere e resistere per difendere la propriaTerra”.Non usa il termine Patria, Nazione, Paese, Sacro Suolo o altro, ma usa il nome “Terra”.
Questo stava a significare che, a vittoria conseguita, si sarebbe affrontato il problema della riforma agraria, che aveva tormentato la vita sociale italiana dall’unità alla Grande Guerra ed i combattenti sarebbero stati tenuti in gran conto. Il messaggio che passò nelle trincee fu questo.
Per un Esercito composto di contadini  significò la speranza per il futuro e la più efficace motivazione al combattimento ed alla resistenza sul posto. Come in effetti accadde, l’Esercito Italiano resistette sul Piave e nelle due successive battaglie di arresto, ponendo le premesse di Vittorio Veneto. A vittoria conseguito il Re, e la classe dirigente, soprattutto la componente agraria, doveva mantenere la promessa. Ma non si ebbe il coraggio di fare il grande passo. Facendo leva sulla piccola borghesia, la più colpita dalla crisi economica del dopoguerra e sul suo scontento, coagulatosi nei fasci di combattimento, partito guidato da Benito Mussolini, il Re si appoggio a questo movimento che, dopo il delitto Matteotti, ucciso proprio perché reclamava il mantenimento della promessa fatta in guerra (la terra ai contadini) ed, terrorizzato dal comunismo e di quello che era successo in Russia, accettò la dittatura. Approvando le leggi fascistissime del 3 gennaio 1925 che trasformò l’Italia in regime. Mussolini come garante delle proprietà terriere, ma non padrone dell’Italia; venti anni durò questa diarchia con il Re e la Monarchia che accettava il fascismo (perfino accettò le Leggi razziali del 1938) e la guerra a fianco della Germania. Dopo 38 mesi di guerra, in cui l’Esercito Italiano raccolse solo sconfitte, al momento dell’invasione del territorio metropolitano (10 luglio 1943)  il Re riprese il potere in modo diretto ed il 25 luglio, approfittando del voto di sfiducia del Gran Consiglio del fascismo a Mussolini, lo dimise e lo fece anche arrestare. Iniziavano quei 45 giorni in cui si lavorò per uscire dalla guerra, o trovare una soluzione idonea, che permettesse a casa Savoia di continuare a mantenere il potere. Come fu gestito l’armistizio è cosa nota: la crisi armistiziale del settembre 1943 portò, per le sue modalità, alla rottura del patto tra il popolo Italiano e Casa Savoia, con il crollo della architettura statuale. L’Italia, persa la sua sovranità, si divise in due, di nuovo campo di battaglia. gli italiani si trovarono soli ed ognuno, e per ognuno arrivò il moment delle scelte: chi rimase fedele al Re, chi rimase fedele al fascismo, chi non fece scelte e tentò di sopravvivere, chi si ribellò e andò in montagna a combatte l’occupatore tedesco, chi rifiutò ogni collaborazione con il tedesco e fu Internato e Deportato, tutti combattendo,  sperando in una Italia migliore al termine della guerra.
Queste scelte crearono i cinque fronti della guerra di liberazione: quello del sud, quello ribellistico del nord, noto come “La Resistenza”, quello della opposizione dei militari italiani all’estero, quello degli Internati e Deportati in Germania, quello dei prigionieri di guerra. Guerra di Liberazione: una guerra senza dichiarazione di guerra ne trattato di pace, ma solo espressione dell’ Italia Combattente, che, al pari della Francia, voleva riscattare la sconfitta, senza avere, però, un de Gaulle. L’8 settembre è tutto qui: la frattura del popolo italiano con quella casa Regnante che si era messa alla testa del movimento risorgimentale per l’unificazione nazionale. Frattura che portò alla scelta istituzionale ed alla Costituzione del 1948, ancora oggi, ancorchè poco rispettata, in vigore.

Frattura che iniziò quel 12 novembre 1917 durante una delle più gravi crisi che l’Italia dovette affrontare (Caporetto) che minacciava la sua disintegrazione: la promessa fatta dal Re coinvolse gli Italiani e l’Italia fu salva; il primo tradimento del Re ci fu nel 1922, con la chiama di un gendarme che garantisse il vecchio ordine; il secondo tradimento ci fu l’8  settembre: non perché ha lasciato Roma e ha raggiunto Brindisi:perché ha lasciato il popolo italiano senza ordini e senza direttive, lo ha abbandonato di fronte ai nemici, e si ritrovò  da solo contro tutti: tedesco ed Alleati. Ognuno scelse quello che credette  onorevole fare e lo fece. Con Casa Savoia non vi era più spazio per continuare a mantenere il patto sociale risorgimentale. Il popolo italiano decise il suo futuro con la scelta istituzionale senza più garante, garante che si era rilevato per ben due volte traditore. L’8 settembre è quindi la data,il momento delle scelte, per il popolo italiano che tradito, scelse di combattere, contro tutti, per il suo futuro. E così fu.      

sabato 20 luglio 2013

Osimo: Conferenza in occasione del 69° anniversario della Battaglia del Musone 18 luglio 1944

Il 25 luglio 2013
si terrà una conferenza a Casenove di Osimo
alle ore 21

per ricordare le operazioni che si svolsero dal 10 al 20 luglio nella vallata del Musone condotte dal C.I.L. a sostegno dell'azione del Corpo Polacco per la liberazione di Ancona

Dopo la conquista di Filottrano, per dare riposo ai paracadutisti fortemente impegnanti, passò in prima schiera il Battaglione "Piemonte" che inizio il forzamento del Musone il 17-18 luglio 1944, puntando su Rustico e Santa Maria Nuova per arrivare a liberare Jesi il 20 luglio 1944.

Per dettagli sulle operazioni:
www.coltrinarimarche1944.blogspot.com

Per notizie sul C.I.L. ed il Battaglione Piemonte
www.corpoitalianodiliberazione. blogspot.com 

Per l'evento
www.figurinostorico.blogspot.com

Il comandante del battaglione Piemonte, Magg. Briatore,  ed i suoi Ufficiali a Jesi il 20 luglio 1044
La conferenza sarà articolata sulla ricostruzione tecnico-tattica delle operazioni, sulla citazione di diari dell'epoca (F. Bonci, Diario 1944, Il passaggio del fronte ad Osimo), di ricostruzioni e e testimonianze (L. Tonelli, Castelferretti: un paese ricorda il passaggio del fronte, Luglio 1944; S. Melia, Relazione Missione Militare "Man" al Comando Supremo. Ufficio Informazioni "Sezione Calderoni"; A. Angelilli, Relazione Missione Militare "Man" al Comando Supremo. Note aggiuntive di chiarimenti ed integrazioni; A. Marenga, Il II Corpo Polacco nella Campagna d'Italia. I Rapporti con le formazioni della resistenza. La battaglia per Ancona come descritta dal "Rapporto del II Corpo Polacco nel settore Adriatico"; e M. Baldoni, Il fronte del sud ed il fronte del nord nelle marche nel giugno-settembre 1944") tratte dal n. 1/2004 della Rivista Il Secondo Risorgimento d'Italia"



Conferenziere
 Massimo Coltrinari



lunedì 24 giugno 2013

Spoleto: Conferenza all'UNUCI.

Oggi 24 giugno 2013 alle ore 17.00 alla Caserma Garibaldi 
Sede della Sezione UNUCI di Spoleto, introdotto dal presidente, Ing. Antonio Cuozzo,

Massimo Coltrinari
terrà una conferenza sul tema
"Gli uomini della Divisione "Perugia" di Spoleto: 
eroismo, sacrifico, amore della Patria"



Ulteriori notizie sul volume sono in www.storiainlaboratorio.blogspot.com oppure sul sito www.nuovacultora.it seguendo il percorso: collane scientifiche/storiainlaboratorio/autori


mercoledì 12 giugno 2013

Aprilia in Guerra. La battaglia di Aprilia


Invito al Convegno di Aprilia Sabato 15 giugno 2013


America Latina: Isola di Pace. Seminario di Studi

Il Seminario dedicato all'America Latina si è tenuto al CASD martedi 11 giugno 2013

Si riporta la nota redatta su questo seminario dal
Dott. Federico de Renzi

La conferenza, intitolata “Sudamerica isola di pace? Equilibri e cooperazione in campo strategico in America Latina”, organizzata dall’Associazione Seniores dello IASD, dall’Istituto Ricerche Studi Informazioni Difesa (ISTRID) e dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), lo scorso11 giugno 2013, ha visto la partecipazione di diversi studiosi e diplomatici esperti d’area. Dopo un’interessante quadro generale fatto dall’Ammiraglio di Squadra Marcantonio Trevisani e dal Prof. Piercarlo Valtorta (Presidente ISTRID, di particolare rilievo, sono stati gli interventi di S.E.  Gustavo Alvarez Goyoaga (Ambasciatore della Repubblica Orientale di Uruguay), Carlos Cherniak (Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica di Argentina), Alba Coello de Barboza (Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica dell’Ecuador) e di Luca Trifone (Capo Ufficio America Meridionale del Ministero degli Affari Esteri) e di Victoria Eugenia Senior Pava (Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica di Colombia).
L’importanza della conferenza è stata fondamentale, dato che l’America Latina sta attraversando una intensa fase di trasformazione. Il processo d’integrazione ha subito una notevole accelerazione in questi ultimi anni, e la creazione di nuove istanze politico-istituzionali ha riportato alla luce la tanto anelata unità latino-americana, che viene associata spesso al concetto politico-culturale di “Patria Grande”. La creazione dell’UNASUR e della CELAC ha fornito nuovi meccanismi di cooperazione e coordinamento nei settori strategici non solo dell’economia, ma anche della difesa con l’obiettivo di consolidare la regione come una zona di pace. Tuttavia resta alta la tensione a causa delle continue rivendicazioni territoriali, della presenza militare delle potenze straniere e delle politiche pubbliche applicate dai Governi per il controllo, sfruttamento e conservazione delle risorse naturali. Tutte questioni che, se lasciate irrisolte, potrebbero compromettere seriamente la stabilità della regione, tanto più se si dovesse ridimensionare l’attività politico-militare statunitense in quello che, per oltre un secolo, è stato considerato da Washington il “cortile di casa”.
In questa luce dunque diventa fondamentale una ristrutturazione dei rapporti “uni-multilaterali” tra i vari paesi, che veda la partecipazione attiva non solo, o non più, dei “giganti” del continente, in primis Brasile e Argentina, ma anche di realtà emergenti come la Colombia, il Perù o il Venezuela post-Chávez, quasi su modello dell’Unione Eurasiatica tra Russia, Kazakistan e Bielorussia, come ricordato in chiusura anche dal Presidente dell’ISAG Tiberio Graziani.

Un interessante incontro


La relazione sull'intervento sarà pubblicata appena possibile

venerdì 31 maggio 2013

Seminario al CASD




SUDAMERICA ISOLA DI PACE?
Martedì 11 giugno 2013 - Palazzo Salviati, Roma

PROGRAMMA

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.
(Per gli uomini obbligatorie giacca e cravatta o divisa)

Ore 9.30 - Apertura dei lavori: Saluti
Presidenza CASD (Centro Alti Studi per la Difesa)
Amm. Sq. Marcantonio Trevisani (Comitato organizzatore)
Prof. Piercarlo Valtorta (ISTRID, Presidente)

Ore 9.40 - Interventi
S.E. Gustavo Alvarez Goyoaga (Repubblica Orientale dell'Uruguay, Ambasciatore)
Min. Plen. Carlos Cherniak (Ambasciata della Repubblica Argentina)
Min. Plen. Alba Coello de Barboza (Ambasciata della Repubblica dell'Ecuador)
Dott. José Luis Rhi-Sausi (Istituto Italo Latino Americano, Segretario Socio Economico)
Cons. Amb. Luca Trifone (Ministero degli Affari Esteri, Capo Ufficio Sudamerica)
Avv. Francesco G. Leone (IsAG, Direttore Programma "America Latina")
Dott. Alessandro Politi (Analista strategico)
Prof. Enzo Rossi (Università Tor Vergata, Professore ordinario)
Sarà presente il Min. Plen. Victoria Eugenia Senior Pava (Ambasciata della Repubblica di Colombia)

Ore 11.30 – Dibattito

Ore 12.00 - Conclusioni
Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente)

Modera:

Dott.ssa Barbara Carfagna (TG1 RAI)

Per ogni informazione: 
Associazione Seniores dello IASD - email senioresiasd@libero.it
Segretario Generale: Massimo Coltrinari 
Organizzazione del Seminario:  Luigi Marsibilio

mercoledì 29 maggio 2013

Paul Moller: la nuova idea.

Ogni Nuova Idea Passa attraverso tre stadi

All’inizio chi la propone viene ridicolizzato da coloro i quali ne ignorano il potenziale

 Successivamente viene sabotata da coloro i quali si sentano minacciati dal suo potenziale

Infine, quando si imposta, viene considerata ovvia.


Paul Moller

Inventore delle SKYcar

venerdì 10 maggio 2013

Ricerca sui Caduti della I Guerra Mondiale di castel' Emilio


                                 

 Sono stati pubblicati gli atti del Convegno tenutosi il 9 novembre 2012 dedicato ad aspetti di storia locale di Casteld'Emilio dal tema "Pagine di Storia" da parte del Centro Studi Storici di Agugliano e Casteld'Emio  con il sostegno e la partecipazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Agugliano. Per ragioni no  dipendenti dalla mia volontà all'ultimo momento non ho potuto presentare  di persona la relazione, che è stata letta da Massimo Ossidi. Il 27 aprile 2013 nella sede della Società Operaia di Casteld'Emilio, in un incontro particolarmente cordiale, ho potuto illustrare la relazione con gli ulteriori apporti di ricerca degli ultimi mesi.
Ulteriori informazioni e notizie sulla ricerca sono disponibili sul: www.bibliotecalradonicastelferretti. Fondo Coltrinari.blogspot.com e su www.ancona.lastoria.blogspot.com.
 Il volume può essere richiesto al Centro Studi Storici di Agugliano e Casteld'Emilio, Biblioteca Comunale, Piazza IV Novembre Agugliano Ancona.



giovedì 9 maggio 2013

Progetto Storia in Laboratorio



Dall'anno scolastico 2005-2006 è attivo il progetto "storiainlaboratorio", progetto che ha interessato fino ad oggi oltre 5000 studenti. Dal prossimo anno scolastico, il progetto si arrichirà di ulteriore documetazione e sarà collegato alle iniziative per il 70° anniversario della Guerra di Liberazione.
Il progetto è consultabile su www.storiainlaboratorio.blogspot.com
ultreriori informazioni all'indirizzo ricerca23@libero.it


Nelle foto le classi interessate dell'Istituto Colomba Antonietti di Roma. Alcune di queste studentesse, giunte all'Università hanno ripreso i temi proposti dal progetto per articlare la loro tesi di laurea
L'approccio adottato discendente dal concetto che occorre andare nelle scuole e sopratutto andare verso i giovani è stato tradotto in questo progetto, che sta dando risultati soddisfacenti

martedì 23 aprile 2013

Turchia da Impero a Repubblica. Lezione "Il Nogorno Karabasch"

Gli approfondimenti della Lezione  possono essere trovati su: Errico de GAetano - Andrea Lo preiato "Le Guerre della federazione Russa. Le Operazioni Militari Russe dopo la fine dell'Unione Sovietica, Mursia, Milano, 2011, con prefazione del generale Rocco Panunzi. Si ringrazia per la collaborazione Sergio Sparapani.




Per le "slides" della Lezione  e, sopratutto, per le mappe delle operazion dal 1991 al 1994 vedasi "www.coltrinaristlsnteasia.blogspot.com.
Per ogni altra notiziaedinformazone: ricerca23@libero.it


Consiglio anche una consultazione del blog: www.coltrinari atlantegeostrategico.blogspot.com
La lezione è stata tenuta alla Università degli Stdi LUISS "Guido Carli" Dipartimento di Scienze Politiche Roma il 22 aprile 2013

Nota a margine della Dott.ssa Antonella Troiani

VECCHI IMPERI, NUOVE POTENZE: TURCHIA E IRAN E LO SCONTRO PER LA SUPREMAZIA REGIONALE.
Un interessante incontro, il quarto di una serie, che rientra in un ciclo di seminari sulla Turchia, tra passato ottomano e futuro globale, da impero a repubblica, si è tenuto lo scorso lunedì, 22 aprile, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Luiss di Roma. Il tema del giorno è stato: “Vecchi imperi, nuove potenze: Turchia e Iran e lo scontro per la supremazia regionale”. L’intero ciclo di seminari ha l’obiettivo di analizzare come la politica estera turca sia passata da una posizione di isolamento strategico, voluto dalla guida kemalista, a una posizione di maggiore apertura nella regione. Il prepotente ritorno della Turchia in Medio Oriente costituisce una delle dinamiche geopolitiche più interessanti degli ultimi anni. Dopo decenni di assenza dalla regione, legata agli imperativi strategico-ideologici della cultura politica di Ataturk e alle esigenze della guerra fredda, la Turchia è tornata a svolgere il suo ruolo, storicamente e geograficamente naturale, di potenza regionale.  Un’egemonia che rappresenta il vero braccio di ferro tra Turchia e Iran per il predominio sul mondo arabo-islamico. Mohammed Nima Baheli, iranista e freelance per  Limes, è il primo dei tre relatori a prendere la parola. Egli fa una breve, ma precisa panoramica storica di Turchia e Iran. Definisce le due regioni come le più popolose del Medio Oriente, con 70 mln di abitanti ciascuna, il cui scontro geopolitico ha una forte influenza regionale, ma anche come quelle più vicine per il loro passato storico. Da un lato, la Turchia, l’antico impero ottomano, che nel momento di massima estensione comprendeva penisola balcanica, Costantinopoli e due terzi del territorio dell’islam. Dall’altro lato, l’Iran, impero persiano, che si sviluppa prima e contemporaneamente all’ascesa dell’impero ottomano. Una storia, quella dell’antica Persia, segnata dalle conquiste straniere, tra cui anche dinastie turche; ma senza dubbio è con l’ordine religioso Sufi, e l’adozione dell’islam sciita come religione ufficiale dell’Iran, che si arriva, al XV-XVI secolo, che la Persia venne conosciuta in Europa come una superpotenza, perché più grande oppositore degli ottomani. L’Iran, oggi, è una repubblica islamica, da sempre conosciuta come terra degli ariani, cerniera tra mondo arabo e mondo asiatico, pur non appartenendo a nessuno dei due. Se fino agli anni settanta, l’Iran tesse buoni rapporti con gli Stati Uniti, che avrebbe potuto rappresentare la potenza terza da usare contro Russia e Arabia Saudita, a seguito si assiste ad un incrinamento dei rapporti tra i due paesi, con l’Iran che vive la sua rivincita, avviando sul piano interno, una rivoluzione islamica costituzionale e, sul piano esterno, la nazionalizzazione del petrolio. Entrambe, Turchia e Iran,  durante il periodo della guerra fredda, assumono una posizione difensiva che cambia con l’implosione dell’Unione Sovietica. Da quel momento, assistiamo ad un riavvicinamento di Turchia e Iran, una luna di miele che è durata fino agli albori del 2000, basata principalmente su rapporti di natura economica, in quanto l’Iran è il secondo fornitore di gas naturale della Turchia e le garantisce il 30% del fabbisogno di greggio. Nell’ultimo decennio gli scambi con l’Iran si sono ridotti, in quanto la Turchia comincia a cercare mercati più accessibili e affidabili, nonostante l’ammontare degli scambi sia pari ancora a 16 mld di $. Le attuali contingenze geopolitiche hanno rimescolato le carte, portando le due nazioni ai ferri corti. Le loro principali aree di contrasto sono l’Iraq e la Siria. In Iraq, dopo il ritiro delle forze statunitensi, è stato lasciato un vuoto al potere che l’Iran cerca di colmare, mentre la Turchia ha tutto l’interesse che il paese sia stabile, ricco e indipendente e non certo regione satellite di Teheran; ciò comporterebbe un consolidamento della forza sciita che a sua volta potrebbe aumentare il rischio di violenza e rafforzare la minoranza curda a nord del paese, spina nel fianco del governo turco. L’altro nodo di discordia è la Siria. La dura critica espressa da Ankara verso il regime di Al-Assad preoccupa l’Iran, in quanto una caduta del regime siriano potrebbe indebolire Teheran e le sue ambizioni nella regione. Da un’analisi prettamente geopolitica dei due paesi del Dott.Baheli, si passa ad una più meticolosa analisi militare, con l’intervento del Gen. Massimo Coltrinari, docente di Storia Militare alla cattedra di Dottrine Strategiche dell’Università La Sapienza, e consulente Cemiss. L’analisi parte da un evento significativo per l’area avvenuto negli anni compresi tra il 1991-1994, a seguito 

venerdì 12 aprile 2013

Un interessante convegno organizzato alla Aeronautica


05/04/2013 - Martedì 9 Aprile, alle ore 9.00, si è tenuto a Roma, presso la Casa dell'Aviatore, in Viale dell'Università 20, un convegno sul tema “1918-1947: da servizio aereo a forza aerea. Il lungo cammino verso l’indipendenza del potere aereo”.



L’incontro, promosso dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica, in collaborazione con la Società Italiana di Storia Militare, si inserisce tra le iniziative ideate per celebrare il 90° Anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare.

Il convegno ha proposto una serie di spunti di discussione e di riflessione sui primi anni di storia della Forza Armata con una particolare attenzione alle contemporanee esperienze del Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia. Sono stati anni cruciali, determinanti, che hanno segnato lo sviluppo dell’arma aerea sia da un punto di vista tecnico-operativo che dottrinario, fino alla grande e terribile prova del secondo conflitto mondiale.

L’iniziativa, che ha previsto la partecipazione di studiosi sia di Forza Armata sia provenienti dal mondo accademico, è stata rivolta prevalentemente a esperti e cultori di storia militare aeronautica, nonché a studenti universitari interessati a sviluppare temi di ricerca legati alla storia dell’Aeronautica Militare.


Dalla relazione presentata, può partire una ricerca a carattere sistematico sulla figura del gen. Alberto Bonzoni, che resse il vertice della Regia Aeronautica dal 1924 al 1926. Una figura emblematica, quella di Bonziai, ufficiale dell'Esercito, che può aiutare a comprendere come la sua opera sia stata degna di nota, tale da permettere al suo successore Italo Balbo di avviare un programma che, realizzato, rappresenta il periodo d'oro della aeronautica italiana

martedì 19 marzo 2013

Volume n. 11 della Collana Storia in Laboratorio


PRESENTATO

al Cenacolo Marchigiano di Roma, sabato 16 marzo 1913, il volume

L'ULTIMA DIFESA PONTIFICIA DI ANCONA
7-29 SETTEMBRE 1860
LA FINE TEMPORALE  DEI PAPI NELLE MARCHE
Tomo I
LA PIAZZAFORTE



Per ulteriori informazioni
www.storiainlaboratorio.blogspot.com
oppure
 www.nuovacultura.it

domenica 3 febbraio 2013

Sapienza. Roma. Cattedra di Geografia Politica ed Economica. Nuovo ufficio

ProF. Gianfranco Lizza

 Lasciato il primo piano, da gennaio 2013 la Cattedra di geografia Politica ed Economica ha un nuovo ufficio al terzo piano. La Stanza che ospita il "Fondo" Toscano" ed intitolata all'illustre Maestro è stata assegnata alla Cattedra.

Prof. Paolo Sellari



Dott. Stefano Valente,
Dott. Matteo Marconi
Dott. Massimo Coltrinari

Gli Orari di ricevimento sono rimasti quelli tradizionali



mercoledì 30 gennaio 2013

Pubblicato il n. 3 della Rivista Il Secondo Risorgimento d'Italia


Le condizioni di salute del Gen. Poli hanno fortemente inciso sulla regolarità dell'uscita di questa rivista. Purtroppo le sue capacità di mantenere gli equilibri si sono ridotte ed il risultato è stato delle pesanti interferenze nei normali lavori di preparazione. Anzichè uscire il 30 settembre, come ogni anno, questo numero 3 vede la luce in questi giorni. E' sempre un traguardo raggiunto, ma gli orizzonti sono molto cupi. Per la cronaca questo è il numero 38 della Serie "Approfondimenti", iniziata nel 2001 (vedi www.secondorisorgimento.blogspot.com)

lunedì 28 gennaio 2013

Giornata della Memoria

Un interessante incontro al Liceo "Colomba Antonietti" di Roma in occasione della Giornata della Memoria con le classi I S e II S. L'insegnate aveva già provveduto a sensibilizzare i ragazzi su questa Giornata. Oltre a visionare alcuni film, tra cui "La Vita è Bella", il "Bambino dal pigiama a righe", è stato somministrato un questionario di cinque domande in cui si chiedeva se si era a conoscenza della Giornata della Memoria, se si avevano passate esperienze didattiche in merito, e se si voleva partecipare ad iniziative collegate alla Giornata. Le risposte sono variegate. Si è appreso che alcuni ragazzi sono stati, durante le Medie, a visitare campi di concentramento come Dachau, TeresienStaadt, Auschwitz. L'incontro ha avuto l'impostazione che i ragazzi ponevano le domandate "all'esperto" venuto da fuori. Superato il primo impatto, i più interessati hanno posto domanti quali "Hitler era un pazzo", "i Tedeschi sapevano" e sopratutto notizie sugli Ebrei.
 Nel corso della conversazione si è più volte sottolineato che nel giorno della Memoria si ricordano oltre gli Ebrei, vittime e loro malgrado protagonisti dell'Olocausto, anche gli avversari politici del nazismo (socialdemocratici e comunisti) i malati di malattie mentali, i rom, i diversamente abili, gli lavi, i deportati politici di tutta Europa. Si è ben evidenziato la figura del "diverso" nel gruppo e questo ha dato la possibilità, dopo aver illustrato la storia della Comunità Ebraica di Roma e le vicende del 1943, di attualizzare la giornata della Memoria, ovvero di aprire un dibattito sulle problematiche di oggi: problema della accettazione del "diverso" (estracomunitario, rom, differenti religioni) fino a sfociare in una discussione partecipativa di tutto il gruppo.
 La vivacità delle tre ore di discussione e confronto, la curiosità che via via i ragazzi mostravano, i riferimenti a film di riferimento e commenti alla varie scene e significati, il dibattito attualizzato che ha toccato svariati punti, permettono di dire che è stato un momento di riflessione molto significativo. Lo scopo era quello di dare strumenti di riflessione su tutto il contesto della Giornata della memoria, che come scrive Cristina Dobner, "la necessità della memoria chieide ed esige ben di più (che il semplice celebrare e ricordare), almeno per chi ne afferra la portata trasformatrice: vuole suscitare un atteggiamento nuovo, che venga a scoprire come la persona umana, libera nella sua adesione di fede, possa vivere l'arco della propria vita in trasparenza, senza il timore di venire eliminata perchè qualificata diversa in  nome di una ideologia.

lunedì 21 gennaio 2013

Sbarco di Anzio. Convegno. "Lo sbarco e gli Italiani"


Documentazione del Museo dello Sbarco di Anzio

Sabato 26 gennaio 2013 in occasione del 69° sbarco di Anzio, alle ore 10,30 a Villa Corsini Sarsina, si terrà un convegno dedicato agli avvenimenti del gennaio 1944. Prenderanno la parola, Massimo Coltrinari, sul tema"Anzio e gli Italiani", ovvero l'azione dei Carabinieri Reali in funzione di Polizia Militare sulla testa di Ponte; Luigi Marsibilio, sul tema "I Cooperatori di artiglieria sulla testa di ponte di Anzio", sull'azione degli artiglieri italiani a supporto delle unità statunitensi, e Goffredo Mancinelli, sul tema, "L'OSS e il fronte clandestino di Roma salvano la testa di Ponte di Anzio", sulle attività dei partigiani italiani sul fronte clandestino di Roma e la figura di Tom Hopkins come agente ricercato da Kappler e Priebke.
il programma completo è riportato su: www.studentiecultori.blogspot.com oppure vedere il sito: www.museodianzio.it, o scrive a:info@museodianzio.it

mercoledì 16 gennaio 2013

Ricerche. Vincenzo Augusto Coltrinari disperso in guerra

Fotografia d'insieme dei caduti di  Casteld'Emilio, frazione di Agugliano, in provincia di Ancona,  del 1920.  Il profilo del Paese, preso da sotto Paterno,  è rimasto al oltre 90 anni di distanza, quasi immutato.
Il Centro Studi di Agugliano e Casteld'Emilio ha avviato uno studio sui Caduti in guerra di Castel'Emilio, in provincia di Ancona. Tra questi Vincenzo Augusto Coltrinari, di cui sotto si riportano i dati essenziali e la fotografia. Inoltre si riportano anche le notizie raccolte in famiglia dalla tradizione orale, nota questa inserita in una relazione presentata al Convegno tenutosi ad Agugliano il 9 novembre 2012. Chi avesse notizie o volesse prendere contatto con il sottoscritto per contribuire a questa ricerca può utilizzare la e mail "coltrinari2011@libero.it" 


Coltrinari Augusto, detto Vincenzo, di Pietro
Soldato del 17° Reggimento Fanteria nato il 9 maggio1896  ad Ancona, Distretto Militare di Ancona, disperso il 25 maggio 1917 in combattimento. Soldato di leva nel 79° Reggimento Fanteria. (9)


Caduto nel 1917, era al fronte dal 1915, nella foto quando prestava servizio nel 79° Reggimento Fanteria. Repubblicano, fu richiamato ed inserito in quei reggimenti che furono utilizzati dallo Stato Maggiore del Regio Esercito come massa d’attrito ed investimenti nei primi mesi di guerra. La Posizione dei repubblicani era nota: interventisti in quanto consideravano una guerra all’Austria, come la conclusione del processo unitario  italiano contro il nemico ereditario, quell’Austria che per tutto l’ottocento si era opposto alla unità degli Italiani. Espressione di questa posizione ad Ancona era personificata da Pietro Nenni, allora repubblicano e direttore del foglio “Lucifero”, che ancora oggi si pubblica; in un articolo del maggio 1915 da titolo “Un fucile e un posto alle frontiere” caldeggiava l’intervento contro l’Austria. Nenni a quel tempo era in costante contatto con Benito Mussolini, che soggiornò ad Ancona ai tempi della settima Rossa. Mussolini, socialista ed interventista, collaborava da Ancona con il foglio “L’Avanti”; entrambi erano personaggi di spicco di una sinistra che tanto preoccupava il Regio Governo.

Con lo scoppio della guerra, elementi considerati sovversivi, furono arruolati in reggimenti di marcia, senza dare loro gradi ne di sottufficiali né tantomeno di ufficiale che, come detto, furono utilizzati come massa d’urto nelle prime offensive italiane. Non è scritto da nessuna parte, ma il retro pensiero che alcuni autori scrivono per deduzione, questo impiego a massa stava anche a significare di eliminare oppositori che avevano tanto dato problemi negli ultimi venti anni ( rivolta di Milano, con l’azione di repressione di Bava Beccarsi, settimana rossa ecc.).
Il bombardamento di Ancona e delle città della costa romagnola, marchigiana ed abruzzese, il 24 maggio mattina da parte della flotta austriaca, aveva come scopo ultimo quello di provocare la rivolta di queste terre, che Vienna sapeva ostile al Governo di Roma.

Il resto delle ricerca per gli altri Caduti e lo stato della medesima è su "www.BibliotecaRadoni.blogspot.com"