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sabato 31 gennaio 2026

INFOCESVAM N. 6 DEL 2025 - Novembre - Dicembre 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre - Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026

XII/6/1076 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/6/1076 – Nel Mese di ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM – Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si indicano i rimanenti,

XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com. Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000 contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di dicembre 8815.

XII/6/1078 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1079 –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto Presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1080 – Il Master di 1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.

XII/6/1081 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere incrementata.

XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456 contatti.

XII/6/1083 - Volume Serie Università. Alessia Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.

XII/6/1084 – Progetto 2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi. Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1085 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.

XII/6/1087 Il Master di 1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.

XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.

XII/6/1089 -  Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,

XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.

XII/6/1090 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto. Uscita ogni sabato, ore 08.00.

XII/6/1091 - Il Master di 1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha  un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.

XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876 contatti.

XII/6/1093 – I progetti presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio, Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.

XII/6/1094  -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla apertura del blog di 46870 contatti.

XII/6/1095 - La edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del 2014- 2019 e 2019-2021.

XII/6/1096 - Sito del Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti di Valore che si sono avuto nel passato.

XII/6/1097 – Progetto 2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1098 _ Blog Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere che i contatti  sono in media oltre il 1500/2000 mese, tranne  per Italia, che è di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che si attesta sui 880 accessi.

XII/6/1099 -– Progetto 2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando  la lista degli Eccidi da 2 a 9  Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10 provincie toscana; data e luogo

XII/6/1100 - Prossimo INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

martedì 20 gennaio 2026

Il retaggio della presenza italiana in Africa Orientale Italiana .

 

Nota per il Volume 2: Africa Orientale Italiana Prigionia.

 

La conquista dell’Impero non fu mai un’opera compiuta. La presenza dell’Italia in Etiopia durò solo sei anni, dal 1936 al 1941. Mentre in Eritrea e in Somalia, la presenza italiana è più marcata in quanto si sviluppo in un arco di un cinquantennio, in Etiopia la brevità si dimostro un fattore determinante. Parlare di retaggio italiano per l’Etiopia rischia di sforare la inconsistenza dal punto di vista degli etiopi in particolare e degli africani in generale. Nel quadro coloniale africano, l’Etiopia è considerata uno stato indipendente, tranne i sei anni di occupazione italiana. Negli anni precedenti, si era sviluppato un panafricanismo che attraverso vari movimenti avrebbe portato l’Africa non solo fuori dal colonialismo, ma anche ad essere protagonista della civiltà mondiale in un quadro di sviluppo e progresso. Questi movimenti, il principale dei quali era l’International African Service Bureau, avevano visto con rabbia e sgomento la conquista dell’Etiopia e l’incapacità della Società delle Nazioni di intervenire a fermare l’azione italiana. Gli africani, poi, vissero le vicende della Seconda guerra mondiale in modo sofferto e difficile da capire “sentivano costantemente parlare dei mali del razzismo e dei pericoli della conquista nazista e dei valori positivi dell’”autodeterminazione” per cui si battevano gli Alleati. L’invasione italiana dell’Etiopia aveva portato il fascismo nel continente. Winston Churchill, secondo il quale il principio dell’autodeterminazione era applicabile ai territori recentemente conquistati in Europa e non alle vecchie conquista africane, non era convincente….. Malgrado tutto, i popoli colonizzati erano chiamati a grandi sacrifici in nome dello sforzo bellico: i soldati dell’Africa Occidentale Britannica in Birmania, i soldati dell’Africa Equatoriale Francese in Nord Africa ed in Italia, ed i lavoratori che in tutto il continente erano costretti a produrre materiali utili alla guerra”[1] Nei venti anni successivi la stragrande maggioranza delle colonie europee divennero Stati indipendenti. Gli africani uscivano dalla ristrettezza degli spazi entro i quali il colonialismo li aveva ristretti, ovvero iniziava la decolonizzazione in cui furono coinvolte le principali potenze coloniali, Gran Bretagna, Francia, Belgio ecc. In tutto questo l'Italia non fu coinvolta, almeno per l’Etiopia, in quanto la totalità degli etiopi, la stragrande maggioranza degli africani, e la maggioranza degli europei considerava l’Etiopia un paese aggredito ed invaso, che formalmente fu conquistato, ma che nella realtà non fu mai una colonia italiana nel senso reale del termine, ove la ribellione fu presente sulla gran parte del territorio, e la gestione politico-amministrativa italiana fu inizialemnte feroce, violenta e oppressiva, per poi addolcirsi con l’arrivo del nuovo Governatore, il Duca d’Aosta. La presenza italiana non ebbe il tempo di radicarsi e passo velocemente, tanto che il ritorno di Haile Selassiè fu considerato quasi consequenziale. Gli etiopi combatterono la loro guerra di liberazione ed ebbero il loro 25 aprile, che in pratica si identifica nel 5 maggio 1941, anniversario della entrata in Addis Abeba di Badoglio, con l’entrata nella Capitale etiope dello stesso Haile Selassiè.  

 

Per gli etiopi inizia una ricerca di documentazione per di portare davanti alla giustizia sia nazionale che internazionale i responsabili italiani dei massacri, uccisioni, crimini, e violenze che durante l’occupazione furono commessi. Tutto parte dagli ordini di Roma, emessi da Mussolini, che dava carta bianca in tema di violenza [2] e che autorizzava il Governatore a svolgere una politica di terrore e di sterminio pur di pacificare il territorio. Questa politica con i suoi risvolti e conseguenze è stata ampiamente documentata[3] sia a livello ufficiale che in letteratura.[4]  Si doveva aprire un tribunale internazionale per i crimi di guerra in Etiopia da parte delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna, in relazione anche alla situazione del vicino Kenya, optò per l’insabbiamento [5] e con il 1948 la questione fu definitivamente accantonata.

L’Etiopia come Stato e come Nazionale si oppose validamente all’invasione ed alla occupazione italiana e condusse la sua Guerra di Liberazione (1936- 1941), ma non riuscì ad ottenere giustizia per i crimini commessi.

Nella memoria etiope questo è rimasto e da tempo il governo etiope ritiene che il suo popolo meriti delle scuse.

Nella memoria italiana tutto questo è stato rimosso e oggi nella pubblica opinione  rimane la Guerra in Etiopia solo e solamente come il momento di massimo consenso del regime di Mussolini, che con la vittoria sul campo, che vittoria non fu, trasse una narrazione di potenza che era più sulla carta a parole che reale, come gli anni successivi e l’epilogo del regime stesso stanno a dimostrare.   (massimo Coltrinari                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             



[1] Cooper F., Africa contemporanea. Dalla decolonizzazione ad oggi, Roma, Carocci editore, 2019, pag 51

[2] “Autorizzo ancora una volta Vostra Eccellenza ad iniziare e condurre sistematicamente la politica del terrore e dello sterminio”. Telegramma di Mussolini a Graziani 8 luglio 1936.

[3] Ministry of Justice, Ethiopia, Documents on Italian War Crimes Submitted in the United Nations War Crimes Commission by the Imperial Ethiopian Government, Ministry of Justice, Adis Abeba 1949-1950; Vol.I (Italian Telegram ad Circulars) Vol II (Affidavits and Published Documents)

[4] Campbell I, Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana, Milano, Rizzoli. La Grande Storia, 2018

[5] Il braccio di ferro tra Il Governo di Addis Abeba e quello Britannico (1945-1948) per la costituzione di un Tribunale Internazionale per i Crimini di guerra italiani è ampiamente illustrato e documentato in Campbell I.,, Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana, cit., pag. 444-468. Gli Etiopi chiedevano la consegna, tra i cinquanta sospetti identificati aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità, di Badoglio, Graziani, Lessona, Cortese, Cerulli ed i generali Nasi, Pirzio Biroli, Geloso, Gallina e Tracchia. In questa lista non era stato incluso il gen. Maletti, il responsabile della esecuzione del massacro di Debra Libanos, una delle peggiori atrocità dell’occupazione italiana. Londra trovò ogni pretesto per non accogliere le richieste etiopi. Le ragioni: era scoppiata la guerra fredda, e lo scontro tra Unione Sovietica ed Occidente e la questione etiope non era di nessun interesse internazionale.

sabato 10 gennaio 2026

Uniformologia: scienza ausiliare della Storia.


 Uniformi dell'esercito dell'Austria Ungheria 1888, Unità logistiche. Il tema della uniformologia è trattato sil blogwww.uniformologia.blogspot.com  che approfondisce attraverso le immagini il tema del costume militare.